Il clandestino

Il clandestino

Sono nato clandestino.

In famiglia clandestina, clandestini tutti i suoi membri, sono cresciuto in clandestinità, con amici e compagni clandestini anche loro.

Vivere nella clandestinità sociale comporta una sana volontà di farla pagare.

Non essendo irregimentato sono libero nei miei comportamenti sociali.

Libero di pensiero e di azione.

La mia condizione non è stata scelta, ma mi è stata imposta da un sistema di potere reazionario, sia di sinistra che di destra.

All’interno della situazione di clandestino mi sono impegnato nel liberare uno spazio di spazio di ribellione permanente, ribellione che comporterà l’abbattimento dei poteri di oppressione e la liberazione di tutti gli oppressi.

Costruire l’isola nel mare dell’oblio, dove è celato lo specchio del diavolo, dove si riflettono gli ectoplasmi del potere (Avatar).

Clandestino!

Luogo di occultamento dove si celano gli antichi libri del sapere, del piacere e del desiderio.

Clandestino!

Non luogo del blob del vissuto umano, dove nulla esiste, nessun colore brilla, nessuna luce filtra.

Clandestino!

Buco nero della vita, dove vieni risucchiato nel non vissuto.

Clandestino!

Luogo dove canto la mia vita.

Testo e immagine: A. Montanaro
Venti di guerra

Venti di guerra

Ci risiamo! Dei pazzi si aggirano per il mondo minacciando di scatenare una terribile guerra mondiale. Due, in particolare, agitano lo spettro di questa possibilità, Trump e Putin, a cui si accodano altri piccoli dittatorelli sparsi. Putin è già in guerra contro l’Ucraina con tutto quello che ne consegue. Trump ci sta provando con le sue provocazioni. Mentre Netanyahu ha fatto da apri-pista cin le stragi a Gaza.

L’Europa come si sta muovendo dopo che il santo Graal dell’Occidente, il patto Atlantico, è stato smantellato dai suoi stessi fondatori, lasciando una tetra eredità? Trascinata fuori dalla storia e dalla realtà. Sistemate nell’egoismo dell’edonismo mercificante, prigioniere del Fentanyl digitale, alle nuove generazioni allevate al latte del “tu non lavorerai mai”, non più classe lavoratrice ma classe disagiata, non sembra restare che il “servizio per la patria” come via d’uscita alle paillettes. La falsa promessa del patriottismo, nella promessa di una morte gloriosa, non cambia mai. Ma davvero qualcuno ci crede ancora?! No grazie, meglio le paillettes e la giostra della vita, che la giostra della morte. E allora si promuove con l’esca della rabbia il “para-sociale”, dove l’addestramento militarizzato è un simulacro fallimentare del sociale stesso.

Il minotauro globale è nella sua fase finale. Siamo in tempo per fermare i pazzi e i loro propositi criminali, per vedere che le loro piattaforme virtuali hanno drogato il sociale per controllare ogni vissuto umano.

A. Montanaro

Futuro senza tempo

Futuro senza tempo

Nel regno di Angerona (dea del silenzio) l’accecamento sociale nello sfruttamento liberista di massa, con i media come distrazione per coprire le macerie sociali, moltitudini abitano le tristi terre come colpevoli della loro povertà. Si sono arresi senza lottare, senza dissipare la coltre nerastra che avvolge tutto.

Come nella crisi europea scatta la rimozione della realtà, scaduti tutti i paradigmi ogni attore è fuori tempo.

Si offrono solo simulacri di una vita vera, che non esiste affondando nel cinismo sottesto alla classica formula “panem et circenses”.

Si perde il legame con il tempo cercando l’eternità, mentre siamo consegnati a un presente grigio e monotono, asfissiante e vuoto. Il futuro appare come un’immane catastrofe, dove si intravede un esito rovinoso.

La politica della guerra cresce su un’oscena scusa per il timore dell’altro. Si può parlare di orchestrazione dei politici di destra e alleati, come i canali TV che favoriscono il consenso.

Nel modello delle destre mondiali è la paura contro immigrati e diversi il meccanismo per leggi autoritarie con l’ossessione della sicurezza. La politica dello stato di sicurezza mostra il volto del poliziesco.

Ci avviamo dunque nell’era della “epistemocrazia”, una variante molto pericolosa dello scientismo, in cui domina il governo degli esperti. Teorie predicate da multimiliardari delle piattaforme americane propongono il governo mondiale con loro al timone.

Finiremo come il timoniere di Agamennone, che lo portò dove fu ucciso.

Così, mentre le classi sembrano essersi estinte, le vittime sopravvissute alle teorie rivoluzionarie dell’Ottocento prosperano sul loro cadavere. Cittadini anestetizzati democraticamente, spettatori inermi della propria rovina umana.

A. Montanaro

(ispirato da F. Nietzsche, H. Arendt, D. De Cesera)

Tutti in carrozza!

Tutti in carrozza!

Dove tutto è finto, è tutto tragicamente vero. Osservando l’Italia con le lenti del giudizio morale, estetico o critico, si cancellerebbe l’originalità, che deriva proprio dall’aver sfidato il giudizio. Ormai la banalità e l’incultura sembrano accettate, affascinanti.

Tutte le analisi in termini di alienazione, di conformismo, di uniformità e disumanizzazione cadono da sole.

Durante il fascismo la maggioranza era fascista, dopo la sua caduta diventò anti-fascista. L’era democristiana fu funestata dalle stragi non solo mafiose, ma anche dalla teoria della P2 che culminò nella strategia della tensione. Infine arrivò il “cavaliere” Berlusconi e tutti ancora una volta si trasformarono in berlusconiani. Ma il periodo oscuro si manifestò dopo “mani pulite”, quando la politica diventa spettacolo, mutante nell’accumulo di detriti ideologici.

Nel collasso il futuro scompare e il tempo sociale si appiattisce. Resta solo una distopia presente.

Paralizzati dalle gabbie mentali da media di stato e privati, tutti interessati solo ai propri interessi di potere, sia da sinistra (sic) che da destra.

Finalmente finite le pene del passato, il futuro illuminato dalle destre neofasciste al potere ci promette armamenti e guerre già in atto. Protagonisti come sempre, proiettati nelle imminenti catastrofi che ci stanno preparando i soliti prepotenti di turno.

La lezione della storia non serve ai guerrafondai predatori.

Le giovani generazioni devono rifiutare la logica di vittime predestinate, organizzare la disobbedienza civile europea per dire no all’industria degli armamenti, no alla guerra! No a Putin e Trump. Sì alla lotta per il cambiamento e la fine dei governi fascisti.

A. Montanaro

Mimetismo dei predatori

Mimetismo dei predatori

“Può darsi che la luce si spenga nel mondo e che, in seguito a qualche rivolgimento ancora più terribile della guerra, noi piombiamo in un’oscurità pari a quella che ci avviluppa stanotte, può darsi che le cose evolvano in modo tale che tutto quello che è rimasto in sospeso venga risolto solo col ferro e col fuoco, si capisce da molti segni che questo momento è vicino” (S. Murai).

“Come in tempi di ‘pace’ l’umano si accanisce contro se stesso (F. Nietzche).

Nella memoria odierna viene scaricata un’enorme carico di immondizia prodotta da internet.

Nell’era del vecchiume cammuffato per nuovo, portavoci parassiti, copywriter, videomaker mobilitano pregiudizi, nella battaglia politica “meloniana”. Dappertutto il principio resta sempre lo stesso, proiettare in modo che i cittadini chiedano ordine e sicurezza.

I giornalisti RAI si sono trasformati in imbonitori dei comportamenti degli utenti e la TV di stato si è trasformata in un luna park, specchio che distorce la realtà fino a renderla irriconoscibile per adattarla alla volontà politica del governo.

L’era dei predatori della libertà è appena iniziata. Mentre il mondo si sta trasformando in un mosaico di territori in corsa verso un futuro postumano. Non si può cavalcare la tigre senza il rischio di esserne divorati.

Si inseguono forsennatamente le nuove divinità digitali come nel romanzo di Kafka “il castello” dove i seguaci del culto degli dei saranno condannati all’oblio della matrice postumana.

Angelo Montanaro