Cose da uomini

Cose da uomini

Di Lenin in Trump, di Putin in Lenin, di Trump in Putin, di Putin in Stalin. Di metamorfosi in metamorfosi si assomigliano tutti, se il risultato finale è l’accentramento del potere l’affermarsi di una dittatura. Come del resto Le Pen in Salvini, Meloni in Orban. Tutto il resto del mondo è omologato all’Omino Michelin, i bisogni umani monopolizzati dai tecno-fascisti al potere che si comportano come i Robber Barons di primo Novecento, accumulando enormi ricchezze attraverso lo sfruttamento estremo e la concorrenza sleale. Non si sa quanto durerà, quando finirà.

Certamente sono più pericolosi dello stesso “Spillover” che avrebbe distrutto il genere umano. Perfino dopo morti ritornano, sotto forma di alieni o zombie.

Mentre a Gaza e in Ucraina, dove succedono cose inimmaginabili per chiunque conservi un po’ di umanità, si consuma l’ultima scena. Gli eredi nel nazismo continuani l’opera del loro avo.

Noi guardiamo l’eccidio di altri umani che muoiono laggiù, al largo dei bastioni della cristianità. Uomini, donne e bambini che sanguinano per la fame e le pallottole con cui il governo israeliano sta consumando una folle vendetta nel silenzio dell’Occidente complice.

Il rischio è di vivere in realtà parallele. Ritorna l’incubo del Grande Fratello che tramuta la verità in menzogna, come in 1984, nella distopia di G. Orwell, dove viene fatto credere che a nessuno si impedisce di escercitare il potere. Se è il potere diventa il fine e non il mezzo, la democrazia fornisce ai propri nemici la possibilità di distruggerla. Così sta operando il governo Meloni. “Quando crolla il presente, crolla anche il passato, rimane solo un mucchio di rovine”.

Se non reagiamo a queste oscenità disumane e criminali, allora siamo tutt* complici e compiacenti.

Immagine: "Fuck you". Collage di Angelo Montanaro
Diario minimo

Diario minimo

Bisogna rompere la tessitura culturale della merce come conforto.

I produttori del consenso sanno che il consumo è subordinato al potere e il mercato è la gogna con la quale assoggettare i cittadini.

Nelle società mercantili non importa cercare il valore d’uso, ciò che vale sono i desideri indotti, spogliandosi della propria identità.

I crolli della finanza, la fame nel mondo, le guerre come affari, i tecnofascismi hanno ridotto gli umani a cose. La coscienza sociale si risolve nel feticismo della politica ed unico collante dell’inconscio collettivo resta la merce.

Nessuna critica delle guerre da parte di governi che si richiamano alla democrazia: i mandanti sono sempre gli stessi. I padroni del petrolio delle terre rare, dell’oro, dei diamanti e di tutte le ricchezze del sottosuolo.

Sono quelli degli incontri ai vari G7 eccetera… che determinano gli indici delle finanze internazionali. Sono quelli che decidono quali territori saranno saccheggiati, quali guerre saranno intraprese.

Il nuovo illuminismo della merce sfrutta i paesi più poveri per moltiplicare la miseria reale dell’umanità.

Si realizzano nuove colonizzazioni, i genocidi fanno i successi delle politiche delle multinazionali.

Il tempo non è più negoziabile, la ricreazione è finita, ribellarsi è un dovere civile.

Il pianeta sociale Tlön

Il pianeta sociale Tlön

Dalla manipolazione alla fascinazione reazionaria, nel segreto e nella semiologia ideologica, sono i mass media che irretiscono i cittadini, un solo processo è quello del “mass(agec) is message”.

Cittadini proiettati come embre di se stessi in una sorta di spazio fetale che allevia le difficoltà del vivere, l’equivalente di vite perdute.

Forme degradate della socialità, lubrificanti, assicuratrici passive e permessive, quelle più basse del sociale.

Forma antropica della sua morte.

Niente è mai andato e niente andra mai alla fine della propria storia, perché niente sfugge a questa processione di simulacri.

È il sociale stesso morto prima di avere liberato il suo corpo sociale.

Al paradossi del corpo “bruco” che non diventerà mai farfalla si inspirano molti cittadini sottomessi alle politiche di una destra che si traveste di modernità, ma che affonda le radici in quella nazifascista del passato, dove i cittadini sono disposti in “tribù” di api lavoratrici.

Le teorie urbanistiche dello “zoning” sono una rappresentazione di questa visione in cui l’animale umano è suddiviso in tante cellette sociali, come api o formiche, possibile solo per la messa in atto di una violenza repressiva che opera separazione sociale. I rapporti della società salariale distrutti lasciano il posto all’isolamento coatto, dove ci si lascia sfiorare senza toccarsi mai, dove di si guarda senza vedersi, ci si ascolta senza sentirsi. L’umanità confinata in uno spazio senza significante.

A. Montanaro

Politiche della crudeltà

Politiche della crudeltà

Affezionarsi all’oppressione come segno di sottomissione, vittime del tempo della contaminazione del tempo. Perdendosi in un bizzarro consenso come indulgenza verso il tempo che passa. Per liberarsi del fardello dei rimorsi d’essere stati complici silenti.

Quale riposo per la Palestina macchiata da sangue e sudore, patria invisibile di tutti gli esilii.

Non è forse il lenzuolo di bombe che Israele stende su Gaza? Se esiste qualcosa di orrendo, di oscuro, è il ritmo e l’accanimento della distruzione di un territorio invaso. Come l’Ucraina. Mentre nell’impero dell’ingozzamento i formicai dei guerrafondai sono lasciati gemere di sazietà.

Mute le parole al servizio delle sofferenze, la vergogna vince, mentre gli scarti che restano formano il mercato della speranza.

Nel cercare i desideri di pace, spesso si trovano capestri, come nei programmi di sterminio che da Gaza trovano cittadinanza in altri luoghi.

Mentre la pace si arruola come puttana astratta al servizio dell’assurdo.

Nel desolato deserto di Gaza, si sente piangere solo il vento.

Dalla sua illegale nascita lo stato di Israele si è fondato sulla violenza organizzata, posseduto da un’insaziabile desiderio di conquista territoriale, e la colonizzazione della Palestina è come la vedono i suoi governi, un fatto di violenza e di terrore.

Saranno sazi solo quando l’ultim* palestinese sarà uccis* dalle loro bombe.

Non cercate i complici, sono fra di noi!

Immagine: momi-z
Memorie e oblii

Memorie e oblii

La lotta della memoria contro l’oblio, ma quando la memoria manipolata in modo sistematico diventa complice del potere più brutale, può legittimare la violenza e l’ingiustizia?

A vedere l’eccesso di brutalità, di crudeltà e di falsità che dilaga nel mondo, si può credere che un gruppo di di correttori e reazionari sarebbe in grado di scatenare una guerra di sterminio se non avesse uomini al seguito, anch’essi con le loro colpe e responsabilità?

La violenza della politica deve essere vista come parte della dinamica distruttiva dei governi reazionari, delle politiche razziste in competizione, con le devastazioni e i flussi migratori in conseguenza di tali azioni.

Ora che la guerra commerciale tramite dazi ci riguarda direttamente è come avere un cesso intasato, continuiamo a tirare l’acqua ma la merda trumpiana torna sempre a galla.

Gli imprenditori dell’odio si accaniscono contro i più deboli, con deportazioni in lager, firmano decreti sicurezza contro i dissidenti attuando il piano della P2 di Gelli. Avviandosi verso una pseudo democrazia autoritaria nella sua essenza, come nella strada già intrapresa da Orban in Ungheria.

Le anime nere eredi del fascismo che sono al governo non devono dimenticare che l’amnistia di Togliatti non era un perdono delle loro atrocità.

Tutto può ricominciare contro il nuovo fascismo e da subito, prima che sia troppo tardi.

(Testo di Angelo Montanaro, immagine da radicalgraffiti @radicalgraff)