L’era dei lupi neri

L’era dei lupi neri

Nel parlamento come saloon risonante, vecchi politicanti tendono a somigliare ai loro elettori-servitori. Si manifestano nella risacca lunare per nutrirsi della segatura mentale che riempie i cervelli della destra tutta italica.

Così vengono siglati patti di stupidità per le buone cause. Mentre le carneficine a fin di bene si espandono nel mondo, nel secolo del pirocene romano va in scena la rappresentazione finale della politica italiana.

Siamo passati dallo spirito della legalità democratica allo spirito tecnocratico. Con una successione di premier “tecnici” al governo, entriamo quindi in una fase di tecno-soluzionismo, da qui alla ricerca dell’uomo o della donna della provvidenza.

Ora che l’eccesso del comico “grillo” nelle quotidiane politiche conduce rapidamente al suo fallimento, finisce la non storia di un movimento nato dalla vanità di un manipolo di rampolli senz’arte, che illusi dalla comicità credevano di fare una rivoluzione (quella dei parvenù). Ora giacciono come soprammobili funerari di non gloria, cercano di sfuggire alla pesantezza assassina, personaggi forzati, impastati e appiccicati ai loro desideri, alle loro false passioni, ai vizi di politicamente corrotti, come il rito della torta di Beltane, non rito di sacrificio ma di tradimento.

Nell’estate più torrida è partita un’armata di cicale, che attraverso lo “stargate” della penisola hanno assordato i futuri elettori.

Nell’oscura compagine para-fascista si prenota una vecchia mummia per un posto al senato, un oligarca che in passato ha rovinato e ridicolizzato l’Italia.

Ci siamo ritrovati di nuovo nella palude di Lerna.

Ci meritiamo tutto questo?

A. Montanaro

Immagine: Trippy Trevor (They Might Have Feelings)
https://www.deviantart.com/trevor4ever/art/Trippy-Trevor-They-Might-Have-Feelings-582306509

Il grande altro

Il grande altro

Vivere in un orizzonte apocalittico, costellato da panoplie di verità parziali combinate in una bugia complessiva. Come nel mondo rovesciato, dove l’oscenità si fa largo nella realtà della vita.

Nel senso dell’era della post-verità, come dire: discutete i vostri dubbi, ma ubbidite quando l’autorità comanda. Ciò si addice al nuovo contesto di una società fatta di fazioni tribali.

Il Capitalocene culmina nelle danze speculative: distribuzione di ricchezze e povertà, sfruttamento, dissoluzione dei legami sociali, processo di materiale di produzione e sfruttamento delle risorse del sistema mondo.

Mentre nella realtà concreta, fatta di immensi rifiuti plastici, di foreste incendiate, di riscaldamento climatico e del velenoso inquinamento di milioni di persone, l’unica soluzione resta la guerra globale, distruttiva e nucleare.

L’Ucraina non è che l’inizio. A questo pensano molti governi, sia di sinistra che di destra. A riprova di queste logiche, sono tante altre le guerre in corso.

Ed è in questo grande altro che si delinea il prossimo futuro,

La Russia di Putin, con l’invasione dell’Ucraina e l’alibi della Nato (vero), mette in atto con grande perspicacia la disintegrazione dell’intera nazione, recitando l’oscenità della sicurezza. La comunità internazionale effettui una marginalizzazione urgente sia della Russia che, in certa misura, anche degli Stati Uniti: trattandoli come imbarazzanti oscenità, assicurandosi che delle loro potenze globali non cresca più nulla. La questione del dominio del mondo ci sta portando alla prossima guerra mondiale e questo non deve accadere.

Non acconsentiamo, né ora né mai, alla immensa distruzione prospettata dalla guerra nucleare.

A. Montanaro

Immagine: https://flic.kr/p/HW56Nr

Il teatro della crudeltà. Le mappe di rappresentazione

Il teatro della crudeltà. Le mappe di rappresentazione

  • Sponsor principali e investitori: USA-GB.
  • Prequel: americanizzazione dell’Europa, fascistizzazione della Russia, fallimento del progetto politico europeo.
  • Trama: scontro imperialista per costringere la Russia alla resa e operare un cambiamento in Russia con lo scopo nascosto di una guerra nucleare in Europa per salvaguardare il territorio USA e preparativi per una guerra USA-CINA.
  • Protagonisti: Zelensky-Putin.
  • Altri personaggi:
    • mass media aggregati all’operazione;
    • vittime sacrificabili: cittadine e cittadini ucrain; vittime passive cittadin europe* e consimili;
    • truppe russe e cecene partecipanti ai massacri con annessi stupratori seriali.
    • mercanti di armi difensive e offensive americani, inglesi & soci europei.
  • Scenografia: le rovine delle città ucraine, i cadaveri esposti.

Se questo non è un teatro crudele contro la popolazione mondiale …
Cos’altro deve accadere per fermare questi criminali che si nascondono dietro le strategie imperiali di controllo del globo?

Nel mondo del dopo virus si nasconde un bubbone pronto a scoppiare nelle sue più tragiche conseguenze.

Non possiamo essere passivi spettatori della distruzione del pianeta, dobbiamo reagire ora, domani sarà troppo tardi.

Collage di A. Montanaro
La mostrificazione

La mostrificazione

Dimenticato il virus, altri mostri cavalcano il palcoscenico dei media. La guerra, con cascate di salotti TV e comparse agguerrite che spiegano ai tele-incoscienti informazioni a senso unico. La dicotomia noi buoni – Putin-Besprizornik cattivo, tutto viene narrato in modo ansiolitico, con immagini di luoghi bombardati, bambini morti e smarriti, rifugiati nei paesi vicini, esperti geostrategici che costruiscono la storia in modo tale che le colpe siano da una sola parte.

È il pensiero unico di matrice USA-NATO, che ci ricorda come sono iniziate tutte le guerre NATO. Dal Kossovo-Serbia all’Iraq, Libia, Siria, Yemen e quella persa in Afghanistan. Sono le guerre buone quelle!

I reporter erano embedded, raccontavano solo quello che i comandi ordinavano, e i cattivi erano sempre paragonati ai vari dittatori del passato. In quelle guerre non si vedevano bambini morti e distruzioni urbane, erano e sono mostrate come guerre pulite, con bombe intelligenti che qualche volta diventavano stupide, come dire che se sbagliano un bersaglio non è colpa nostra.

Come sempre il paragone buoni-cattivi mette le coscienze in paradiso, come dire che i morti non sono tutti uguali, come ci viene offerto dalla Polonia per i rifugiati: passano gli ucraini ma quelli della Bielorussia dietro il filo spinato possono morire in tranquillità. Questa vergogna e cattivo gusto ci dobbiamo sorbire ancora dall’Europa, ferma nel condannare – giustamente – la Russia, ma assente in altre occasioni.

Chiediamoci perché la NATO si è schierata nei paesi dell’Est dopo l’indipendenza che hanno ottenuto dall’Unione sovietica.

Ora che i mostri si sono nutriti della nostra indifferenza, siamo precipitati in un grave stadio di Alzheimer sociale e informativo. Vaghiamo alla ricerca del quinto angolo che ci farà precipitare nella discarica della storia, se la guerra si estenderà in tutto il mondo.

A. Montanaro

Immagine: https://flic.kr/p/2mVf5Zg

Giochi di guerra

Giochi di guerra

Da tempo l’orso russo era in un lungo letargo, nel tempo la Nato spostava verso est le sue strutture politico-militari, sperando che l’orso non si svegliasse. Calcolo sbagliato, errore che oggi è sotto gli occhi di tutti. Non si può capire come giocare con l’Ucraina non poteva passare inosservato.

La questione dei legami storici tra Ucraina e Russia avrebbe dovuto essere gestita con prudenza, invece l’Europa sempre servile verso verso gli USA ha chiuso gli occhi e la mente. Oggi siamo in piena guerra scatenata da Putin che non aspettava altro.

Mentre gli USA soffiano sul fuoco sperando che Putin si trovi in un pantano, senza calcolare morti e distruzioni immense, noi europei beliamo smarriti come un gregge in cerca di pastore. Ci comportiamo come il cartone animato di beep-beep e Willy il coyote, con le reti televisive invae da tittologi, maghi e guerrafondai. Il solito teatrino dell’italietta, in pieno stile nazional-popolare.

Se in passato l’Europa era stata troppo accogliente verso quei paesi che si erano staccati dalla Russia verso la propria indipendenza, anche con risultati ambigui (vedi Ungheria e Polonia sulla democrazia), come pure il loro ingresso nella Nato, se lo scioglimento del Patto di Varsavia voleva dire il disarmo della Russia, qualcuno ha sbagliato strategia.

Se la Nato ieri ha appoggiato tutte le guerre degli Usa, vedi l’Afghanistan, Iraq e compagnia bella, oggi le rogne dal sono molto più serie, (perlomeno dal punto di vista dei paesi Nato).

Da devozionisti incatenati con questa ennesima merdosa guerra che potrebbe espandersi anche in tutta Europa, con una pandemia ancora da superare, assomigliamo sempre più all’isola del pesce addormentato (Simdbad).

A. Montanaro

Immagine da Flickr, mini malist, "Balance of terror": https://bit.ly/3i24PqS
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