Monopoli una città che non c’è

Monopoli una città che non c’è

Un amabile prete amante di adolescenze negate, per l’arrivo del natale, in accordo con il Movimento per la vita di Monopoli, proietta di nascosto e senza avvisare le autorità scolastiche un noto film dell’orrore sull’aborto.

“L’urlo del silenzio” è un vecchio film del 1984, prodotto in America dalle destre neo-con, che viene regolarmente usato dagli anti-abortisti italiani come “lezione di educazione sessuale” per gli adolescenti. Non c’è niente da ridere. Si tratta di un film contenente false informazioni utilizzato per incutere paure e condizionare giovani di 14-15 anni che non hanno ancora gli strumenti critici per analizzare quanto viene proiettato.

Dopo la denuncia di due parlamentari che hanno chiesto al ministro dell’istruzione di indagare sul fatto, le notizie sui giornali hanno mosso un poco i cittadini di Monopoli. Così i settimanali locali che avevano ignorato i fatti sono stati costretti a pubblicare resoconti decantati, tanto per non turbare il natale. Anche la Tv7 locale ha dedicato una seduta con il dottor L. Abbaticchio, garante per l’infanzia, in una trasmissione condotta dal Vespa locale “ferroviere” a tempo perso.

Dopo le dure reazioni dei sindacati della scuola, anche il preside ha finalmente preso le distanze, silenzioso prima e ciarliero dopo.

Il preside M. Cazzorla deve scusarsi con le famiglie e gli alunni della sua scuola per le frequenti intrusioni di questi movimenti nella sua scuola, visto che non è la prima volta.

Lo stesso prete Don Oronzo Negletto deve essere immediatamente espulso dall’istituto.

Dal 1978 l’aborto è regolamentato dalle istituzioni italiane e ancora non si danno pace questi movimenti talebani che negano il rispetto di una legge dello Stato.

In una scuola moderna si dovrebbe abolire l’ora di religione, perché chi vuole frequentare le religioni può benissimo andare nelle chiese o nelle moschee dove l’insegnamento può essere assicurato.

La stessa amministrazione cittadina è rimasta silente per un bel po’ di tempo prima che che alcuni esponenti si decidessero a fare timide dichiarazioni di presa di distanza.

Monopoli nella sua sonnolenza civile si mostra per quello che è sempre stata: una città magliara senza cultura civile, menefreghista e individualista, qualunquista e dedita solo al commercio turistico.

A. Montanaro

 

Realtà simulata

Realtà simulata

Realtà simulata ed hackeraggio degli umani è quanto stiamo vivendo. Grazie all’uso dei big-data e delle tecniche di apprendimento automatico, siamo osservati nei nostri movimenti, negli acquisti, nelle nostre relazioni, in una manipolazione senza alcuna possibilità di contrasto. Si vive in una narrazione, come in Matrix, o nel Truman Show, o nelle sequenza della Casaleggio associati del governo giallo-verde.

Molti di quelli che si definiscono “rivoluzionari digitali” gestiscono portafogli ben assortiti di bugie, che combinano a seconda delle necessità. Basta entrare nel supermercato giusto, come in Willow, la favola di Gorge Lucas, per sognare di avere il potere.

Miti religiosi, déi e paradisi, miti nazionalisti sulle piccole patrie (Lega), miti capitalisti sulla globalizzazione finanziaria, miti romantici di avventura, e consumo ossessivo. In tutte queste finzioni la realtà è simulata costantemente, mentre attraversiamo una fase di decadenza in tutti i sensi.

Navighiamo su una scialuppa di naufraghi lontani dall’approdo della salvezza.

Mentre il governo dei ragazzotti, i sirenetti e i lupi mannari alla Salvini si esibisce nel melodramma tutto i italiano delle catastrofi, dal terremoto al ponte di Genova, promulgando leggi che in pochi giorni sono già consunte.

Melodrammi italiani, con profusione di lacrime e sangue innestate su una saga di complottismo e presunte congiure dei “poteri forti” contro il governo e la rivoluzione giallo-verde. Tutto viene recitato come fosse una società a responsabilità limitata, nella retorica del contratto firmato davanti all’avv. Conte come un funzionario notarile.

La grande industria dell’Hocus pocus produce a getto continuo per renderci obbedienti e per farci credere al ritorno dell’Angelus Novus nel’era del nuovo fascismo impersonato da Salvini.

In questi tempi di odio e di recitazioni razziste e di politiche anti-umane, i cittadini non possono che iniziare un cammino di risveglio (i francesi lo stanno facendo?), il resto seguirà.

A. Montanaro

 

 

Dezinformacja

Dezinformacja

Disinformazione e fascismo. Nell’ecosistema dei social network e delle fake news non è stato difficile per bot e troll pilotati da Mosca influenzare le opinioni pubbliche, facendo leva sul malessere, in una società disillusa dall’economia in crisi.

L’Izborsk Club, un gruppo di studiosi fascisti che ispirano Putin, fautori dell’idea dell’Eurasia, figurano membri continuatori della filosofia di Ivan Il’in, questi: Dugin, Glaziev e Tichon Sekunon, il monaco preferito di Putin, fautore dell’idea che Putin reincarna: Volodimir Valdmarr di Rus‘.

Il fondatore dell‘Izborsk Club ero lo scrittore fascista Aleksandr Prokhanov, che al pari di Dugun ripeteva le idee di Carl Schmitt, idee che ritroviamo nell’ideologo delle destre sovraniste europee: Alain De Benoist.

Il filo conduttore che lega queste menti è nella visione del ritorno della potenza russa nella forma fascista precisata da Ivan Il’in, realizzabile quando una nazione immersa nella menzogna della propria innocenza può imporre e nutrire un amore totale per se stessa.

A collegare queste idee ai sovranisti europei del gruppo di Visegrad, con Orban e soci, è il marchio del nazionalismo. Mentre Salvini e Le Pen usano il vecchio concetto elaborato dallo stratega Lee Atwate di “negazione plausibile” applicandolo a tutti gruppi identificati come “diversi” (Rom, stranieri, etc): un nemico da incolpare per qualsiasi cosa si trova sempre. “L’ignoranza genera innocenza”.

La strategia del cuculo digitale per demolire l’Unione europea viene diffusa da Marine Le Pen che la utilizzò durante una sua visita a “Mosca 2013” con Richard Spencer, il principale suprematista bianco. Così l’estrema destra europea si lega con il variegato mondo fascista per mettere in atto lo smembramento dell’Europa.

Il coordinatore in Europa di questa strategia è Steve Bannon, finanziato da oligarchi come i Koch, Mercer, Murdoch e Trump. Se la globalizzazione è venuta a coincidere con la politica dell’inevitabilità e con la disuguaglianza economica,  questa non solo significa povertà, ma mancanza di democrazia.

Come disse Warren Buffet: “C’è la guerra di classe, è vero, ma è la mia classe – i ricchi – che sta facendo la guerra, e la stiamo vincendo“. Così la strategia del nazionalismo-populista la cui origine è da ricercarsi nel collasso delle istituzioni democratiche.

Invasi da post-verità siamo confinati in una casella nel gioco dell’oca dell’esistenza, nutriti dal pensiero binario per tenerci ingabbiati e in attesa di un’altra casella.

A. Montanaro

Image: ‘Have a Gander by Gooseneck
Have a Gander by Gooseneck
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Il grigio e i dintorni

Il grigio e i dintorni

Dopo il crollo della sinistra (tanto per dire), il nuovo governo Lega-5S Casaleggio introduce un’altra visione della governance, e cioè una visione della “politica dell’eternità”.

Questa visione si fonda sul vittimismo e sulla inevitabilità. Gli altri sono i cattivi, nessuno è responsabile. Il nemico, che in questa narrazione è impersonato dall’Unione europea, interverrà ad impedire qualsiasi cosa facciamo, ostacolando la via del futuro in un ciclo che ripropone senza fine le minacce del passato.

Il governo Lega-5SnCasaleggio diffonde la convinzione che l’azione di governo – quella che loro portano avanti – non possa favorire la società nel suo complesso, ma solo metterla in guardia e difenderla dalle minacce (immigrazione, rom, sicurezza, eccetera).

Il progresso annunciato dal “governo del cambiamento” cede il passo al destino tragico.

Per fare questo i leader Salvini e Di Maio fabbricano emozioni e le manipolano: suscitano euforia e indignazione nei cittadini, distraendoli dalla propria scarsa volontà politica e annegando il futuro nel presente.

Usano la tecnologia per trasmettere una fiction politica, negando la verità cercando di ridurre la vita a spettacolo e sentimenti.

Negli anni in cui erano all’opposizione i 5Stelle-Casaleggio, coadiuvati dal guitto Grillo, hanno usato metodi propagandistici ben precisi per cucirsi addosso il mito della propria innocenza, travisando il passato storico con una schematizzazione astratta e irreale che enunciano nel presente per produrre crisi artificiali del vissuto quotidiano.

La convinzione che la tecnologia sia al servizio della libertà spiana la strada alla sua spettacolarizzazione.

Mentre covano uova avvelenate di fascismo, propugnate dal pensiero del filosofo Ivan Il’In tanto ammirato da Putin e Bannon e soci, grandi suggeritori di Salvini e company.

Dal grigio al fascismo la via è tracciata.

A. Montanaro

 

Image: ‘Mud as Art 31
Mud as Art 31
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Merde alors!

Merde alors!

Movimento 5 stelle. La rivoluzione stellare si sta concludendo nel disperato sforzo di non farsi cannibalizzare dalla Lega. In questo momento costellato dai cadaveri delle speranze abortite, i 5 stelle tentano disperatamente di ricostruire quella modernità artificiale creata per loro dalla Casaleggio associati.

Quanto più si addentrano nel programma di governo, tanto più gli appartenenti al Movimento 5 stelle scalzano i fondamenti sui quali la rivoluzione doveva poggiare: “Uno vale Uno”.

In realtà si è verificato il parricidio del papà Grillo, garante della purezza del movimento, mentre i più eminenti e devoti rampolli del grillismo non hanno potuto esprimere la loro realtà filiale se non diventandone i becchini. Alcuni eredi sono predestinati a divenirne il plotone d’esecuzione del prossimo futuro, dopo il fallimento della rivoluzione dell’uno vale uno senza governanza.

Ogni eroe ha il suo muro; essere movimento, ieri significava non appartenere ad alcun partito, a nessun luogo, non contare sull’aiuto di nessuno.

Oggi, più affermano di non far parte della casta dei paria, tanto più si mascherano come paria dei paria; questo è diventato il Movimento 5 stelle, nella sua costruzione di un “Bentham” morale che spazia nei principi enunciati da Gaia (Casaleggio).

Da quando è nato il governo Lega-5Stelle, molti adulatori si sono arrogati il ruolo del “Troubadour” alla corte dei vari ministeri.

Quella di stare attaccati alle maniglie del nuovo potere è un vizio tutto italiano, ed è duro a morire.

Nelle girandole degli slogan spiccano atteggiamenti poco gradevoli, che hanno il nome di “eterofobia, xenofobia, razzismo“. Mentre nei nebulosi salotti intellettuali regnano sussurri appena percettibili, nelle cucine del Governo i nuovi cuochi preparano i menù tossici per i cittadini.

FOUTEURS DE MERDE ALORS!

Image: ‘Anohter Very Odd Poop
Anohter Very Odd Poop
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