Visioni virali

Visioni virali

Ora sì che siamo davvero in un film di F. Dick, “dove il tempo diventa fluido, si espande e contrae”, dove ogni cosa è stata spazzata via. Nel palcoscenico della vita ogni dramma si rappresenta con maschere umane, si muore di Shitstorm e di malinconia, si vive il tempo delle paure virali. Sommersi da quotidiani cambi di colore, che ci svuotano di certezze schiavizzandoci nel dogma dell’incertezza.

Così la follia prodotta su vasta scala è il tema principale che si produce nella fenomenologia dell’inganno, dove si ignora e si cammuffa la realtà Il gioco della finzione come sport nazionale, accompagnato da cinismo.

Si cantano inni al potere salvifico dello storytelling, mentre si ignorano le cause di quello che è accaduto a Wuhan, un territorio dove non vivono pipistrelli ma ci sono numerosi laboratori che trattano virus (qualche dubbio resta serio).

Nelle solitudini sociali è in atto una guerra al virus, con una scelta di priorità di vaccinazioni cammuffate, sotto ricatto delle multinazionali, big-pharma in testa.

In un secolo si sono succedute almeno dieci pandemie ed ancora no n ci siamo resi conto che abbiamo le nostre responsabilità, in questo mondo globalizzato e nonostante i progressi scientifici degli ultimi anni le pandemie ritornano e ci colgono sempre impreparati.

Ancora una volta paghiamo in morti, mentre i sistemi economici crollano nuovi sistemi si apprestano a sostituirli, come i governi e la politica del dopo pandemia domineranno la politica nel prossimo infausto futuro.

mage: ‘Group of miniature people sunbathing in deckchairs‘ 
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Il gioco dell’oca

Il gioco dell’oca

Chiusi nelle galere del tempo, l’epoca del coronacene si colora in progress, mentre cuori neri pulsano in città infette nel corpo d’agramonte. L’economia del desiderio del regime neoliberista cattura il cittadino trasformandolo in un produttore efficiente. Come un palliativo nutrito di resilienza per catalizzare le prestazioni.

Così la pandemia trasforma la società in isteria della sopravvivenza.

Nell’era dell’esibizione pornografica della politica, si generano disturbi narcististici e ci accontentiamo di un sistema di svuotamento democratico e sociale della convivenza.

Si prospetta che le generazioni del futuro saranno popolate da ologrammi.

Oppure saranno gli eredi degli Efori che, come il virus oggi, sceglieranno ci mettere a morte. Anche se oggi si distruggono vite umane e non simulacri come nelle notti degli Ermocopidi.

Segue la concertistica della stampa che riposa su una colossale ipocrisia; devono propugnare l’ottimismo verso il nuovo governo Drake per vendere pasture con fatti truci, l’odio, la ferocia e tutto il “male” umano rimasto fermo alla preistoria. Sono sempre i lupi che lacerano la gola agli agnelli, senza comprendere che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, la nostra vita è circondata da un lungo sonno, navighiamo come naufragi sulla zattera, perduti nell’oceano delle tragedie.

Molte anime del mondo non trovano paradisi, tutto chiuso nel freddo universo, solo i corpi in decomposizione affiorano di tanto in tanto per ricordarci quelli che il virus ha decimato.

A. Montanaro

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La dragonite

La dragonite

Tutti felici e contenti al varo della cannoniera da parte del capitano Drake, che dopo il ricevimento dell’incarico si è proiettato alla ricerca della ciurma da imbarcare. Mentre sui canali televisioni se ne salmodiava la super santità, tutti pronti a sbavare per far digerire ai cittadini la scelta.

Il capitano sceglieva la ciurma nei bassifondi dalla politica partitica, composta da pregiudicati (Berlusconi), fascio razzisti (Salvini), sfascia carrozze (Renzi), il minestrone 5 stelle e tutta una serie di mozzi e cuochi economici vari, allegramente arruolati alla caccia del galeone europeo carico di tesori.

I cittadini, pressati dal virus che miete vittime in continuazione, avviliti da una crisi economica disastrosa dai costi sociali e culturali irrecuperabili, assistevano al teatrino della filibusta politica per gestire il tesoro in arrivo.

Siamo il paese con una democrazia malridotta da beghe per gestire potere e clientelismo clanico, da parte di uomini cinici e senza morale civica. Da molto tempo i cittadini e le cittadine sono espropriate del voto e non possono esprimere un governo, mentre si passa da un governo tecnico all’altro. Questo inevitabilmente penalizza la democrazia.

Anni di bombardamenti da talk show, di grandi fratelli, di dibattiti fasulli per vendere pubblicità, hanno atrofizzato lo spirito critico di generazioni di giovani, generazioni senza futuro destinate ad un nomadismo di sopravvivenza senza speranze. Forse. O forse no.

Nessuno è in grado di prevedere quali saranno i prossimi rischi dell’umanità e come finiremo, mentre questi sciancati pirati vanno a caccia delle prede. Di certo non ci sarà un miracolo per salvarci.

A. Montanaro.

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I commedianti

I commedianti

Dopo l’assalto alla diligenza di Capitol Hill sotto il comando dello sceriffo Trump, i fuorilegge sono stati sconfitti dal nuovo sceriffo Biden. Come in ogni film Hollywoodiano, il buono vince contro i cattivi. Delusi i trumpiani de noialtri che già si preparavano all’assalto in Europa.

Mentre nel nostro parlamento un piccolo magliaro della politica, dopo aver illuso milioni di elettori, ancora agisce da provocatore e dissolutore di coalizioni politiche che regolarmente distrugge.

Sono anni che non si riesce ad avere un governo frequentato da serie personalità. Nel nostro parlamento si aggirano personaggi a dir poco miserabili, piccoli traffichini alla ricerca di benefici personali. Una percentuale altissima attenzionati dalle procure per una varietà di reati che nulla hanno a vedere con la politica.

Mai come in questo momento emergono le tragedie che affliggono l’Italia, mentre il virus che non riusciamo a vincere continua a fare migliaia di morti e danni economici. Campioni della commedia italiana, continuiamo la recita dell’irresponsabilità, una rappresentazione con milioni di comparse, “gli italiani”, cittadini che ogni giorno devono orientarsi per capire a quale colore aderire. Con leader di partito che non sanno dare soluzioni serie per gestire la crisi e trovare una via d’uscita. Tutto viene affidato ai virologhi che possono solo rispondere tecnicamente, non politicamente.

Vediamo dichiarazioni allucinanti, come quella della Moratti che avrebbe voluto far dipendere la somministrazione dei vaccini dal PIL delle regioni. Non è nuova la signora, grande sostenitrice del lager di Muccioli, che dopo aver distrutto le scuole cerca soluzioni ultra liberiste anche per la pandemia.

Quella che è stata definita una “sindemia” del tipo indicato da Merril Singer, sta cambiando i connotati della nostra socialità, con danni enormi e non solo economici. Saranno le prossime generazioni a farsi carico di tutto questo?

A. Montanaro

Immagine: https://flic.kr/p/2bhf9EZ
Annus horribilis

Annus horribilis

Bocche mute, mentre si ricerca il proprio “io”, un io differente o indifferente, un io spettatore e testimone, identificato come doppio, centro di gravità dei nostri movimenti, passioni, amori e furori, come l’enigma della Sfinge.

È un continuum costante, estraniante, esaltante e inquietante, di infelicità, di vita inaridita e schiacciata. Si subisce l’infelicità e si prosciuga la vita.

Tutte le lacrime si mescolano alla pioggia, così l’umano e il post-umano si confondono replicandosi in un nulla, la solitudine della miseria e la miseria della solitudine assassinano piazze e strade, con gli esclusi che ridono o piangono solitari, che gridano per tutti e per nessuno, che sbavano e sanguinano povertà.

Tutto perisce, come una bellezza mortale.

Meditare sui bassifondi della povertà e sul delirio della ricchezza, sul presente e sull’avvenire dell’uomo, sul mondo, il niente e la creazione. Se vuoi sentire il disastro o il genio della vita, se vuoi sapere a che punto la ragione non ha più senso, come non aveva senso la Pizia di Delfi (Eraclito), essa non svelava, non dissimulava, ma indicava il voler vivere.

I nostri ardori, le nostre follie, dell’asprezza dei tempi, della necessità di dirsi addio, di partire per l’avventura, sarà possibile oggi?

Con una devastante epidemia che sta decimando milioni di esseri umani.

Se la lotta fra Eros e Thanatos non si fermerà o che Eros puà operare al servizio di Thanatos ma nell’incertezza, la volontà nei desideri di vita, Thanatos non sarà interamente vincitore, se non alla fine dei tempi dell’universo.

Ma finché la macchina dei desideri funzionerà, una speranza di vita alimenterà l’umanità.

A. Montanaro

Immagine:

https://www.deviantart.com/lora-zombie/art/SCREAM-401247925

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