Dissimulazione banale

Dissimulazione banale

Nella versione ciclica della nostra storia vista come mero caleidoscopio di storie, occorre un protagonista. Di recente abbiamo avuto in Salvini “un personaggio mediocre e grottesco a far la parte dell’eroe”, che per tutta l’estate ci ha intrattenuto con “una favola senza senso, raccontata da un idiota”, rallegrando la stagione nella sua quotidiana tristezza.

Bene, dopo la bulimia estiva siamo tornati ai fichi secchi. Speranzosi che qualcosa si potesse salvare, ecco che Renzi ne combina una delle sue. Fonda il partitino di Pinocchio per continuare ad essere il burattino collodiano, nella speranza di unire quel gatto e quella volpe che vivono dormienti in ogni italiano/a.

Stiamo perdendo il bisogno di crescere, che dovrebbe essere naturale. Invece, un irresistibile ritorno infantile occupa la mente di molti cittadini, disorientati da ondate di banalità elargite continuamente da un’informazione drogata e interessata.

Quante vite incompiute hanno attraversato la storia dell’umanità, vivendo allegramente in simulacri esistenziali. Se fossimo un popolo crudele, saremmo un popolo coraggioso. Invece siamo raffazzonati in un miscuglio di dubbi e fantasticherie fantozziane.

Quante preghiere recitate nei secoli sono sopravvissute a coloro che le hanno recitate? Forse sarebbe meglio passare il tempo a canticchiare tutto lo sgomento delle preghiere stesse, perdute sotto le volte di antiche chiese.

Siamo intrappolati in un vissuto labirintico che blocca il pensiero critico e non permette alcuna reazione.

Si è passati dal predicatore dell’odio razzista al governo dei complici del predicatore. Ecc! Non ci sono vie d’uscita se non quella di ritrovarsi ad essere se stessi. Ci riusciremo?

A. Montanaro

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L’odissea rancorosa. Dal fake leader dell’estate al teatrino autunnale

L’odissea rancorosa. Dal fake leader dell’estate al teatrino autunnale

Avete presente i Sarmati? I romani li consideravano ambigui, sospettosi, incerti e di una doppiezza greve, in bilico tra il cinismo e l’elegia. È così quel che resta dell’Italia, nazione incompiuta, rabberciata alla meglio da fabbricatori di sorrisi paraculi, da utilizzatori di maschere a giornata utili a camuffare la realtà della propria inconsistenza, dove persino il respiro diventa un calcolo.

Come presso i masochisti e adoratori di Ahriman, tutto viene riutilizzato: madonne e rosario, baci e mohjto, falsa umiltà ed odio.

Ministri senza la presenza fisica del cervello si sostituiscono a dementi che pensano solo a sprazzi. Tutti proni nella pratica del “cafard”, i cittadini seguono nei gesti quotidiani il fake-leader di turno, nelle sue esibizioni e furbizie. Pure allo stato naturale è di una ipocrisia senza veli, un impostore senza alla luce del sole del Papeete club.

Ma quando si cade nella polvere si resta soli come un dio disoccupato.

Mentre il lato ciarlatano dei grillini, investiti da una grazia equivoca, annega nella nullità desolante. Che spettacolo nauseante la loro politica d’accatto, che vive da parassita sulla pelle dei cittadini, che pagano il prezzo della Casaleggio e associati. Sarebbe il lato patetico di questa storia, se non si rimanesse scorticati nella propria identità. Così la piattaforma Rousseau sopprime il pensiero e diventa un delirio vuoto.

Se per ogni mortificazione i cittadini immagazzinassero collera esplosiva si risolverebbero molte cose.

Mentre non si ferma l’onda del razzismo, della prepotenza esibita come virtù. Tutto viene usato come clava contro la libertà e i diritti.

Contro chi fugge dalla povertà e dalle guerre si scopre il tribalismo identitario. In Europa cresce il sovranismo, che è il nuovo fascismo, l’incubo liberista che sta facendo franare il sogno europeista, con l’austerità, tagli al welfare e perdita di diritti. Mentre l’Europa diventa l’ombra di un sogno.

Se la bestia salviniana ha ballato una sola estate, il governo Renzi-Casaleggio sarà la malinconia autunnale.

A. Montanaro

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Screeeekk!

Screeeekk!

Il suono che continuamente lacera le coscienze dei cittadini, il suono che il governo Lega-5Stelle ha prodotto nella rottura del contratto.

Con vigliacca de-responsabilizzazione ci si incammina verso il fascino del male, in cui i motori reali sono l’odio, il disprezzo e il rifiuto dell’altro, così galleggiando come una medusa nel mare dell’odio, continuamente alimentati da quei talk show in prima serata che da anni danno voce ai peggiori razzisti, con intorno esperti e spacciatori fascisti che lordano e inquinano i fiumi della civiltà.

Tutti coralmente invocano il Salvini salvatore della Patria, ed il capitano non li delude, si esibisce in ogni luogo, con divise militari di svariati corpi di polizia, tracotante e verbalmente violento, contro ogni diversità, contro l’umanità meno protetta, senza diritti, contro i disperati fuggiaschi da guerre e povertà.

In tutto questo circo mediatico fatto di fake news, si trova in alleanza con la coatta G. Meloni, secondo cui Carola Rackete avrebbe ubbidito ad un ordine della Merkel di sbarcare i migranti a Lampedusa, come pure con L. Di Maio con la triste e sgangherata definizione dei “taxi del mare””.

Sono alleati quei giornali che scrivono odio per vendere qualche copia in più. Ma sono complici anche tutti gli “italiani brava gente” che dichiarano “non sono razzista ma…”

Ma i fatti sono lì a dimostrare che i mandanti di tanta violenza sono coloro che aderiscono a queste idee propagandate dai vari leader di governo.

Ora che il governo della “rivoluzione” miseramente finisce, tutti si preparano le proprie giustificazioni, per cavalcare le prossime possibilità, dimenticando il mare di liquami che tutto ha sommerso e tutto ha affogato.

Così i nemici di ieri diventano gli amici di oggi, pur di gestire il potere e le relative poltrone.

Mentre molti cittadini sono in cerca di una guarigione per liberarsi della malattia che li ha infettati. Dimenticandosi che l’unica guarigione possibile è restare umani, perché il personale comportamento è un atto politico per non essere noi come loro.

A. Montanaro

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Africa addio!

Africa addio!

L’Africa ormai non ha più spazio dentro l’Africa, non si rassegna più a morire in Africa.

Si sta consumando una delle più grandi migrazioni della storia umana. Ondate di africani senza lavoro e senza speranza di una terra che non è più loro si muovono verso nord, verso l’Europa della ricchezza e del benessere. Attraversano il Mediterraneo lasciandosi dietro una serie di annegati – altri morti, sempre più morti per assoggettarsi a condizioni di esistenza indegne, sprovvisti di ogni cosa, insultati da tutti i “leghisti in testa”, sfruttati dai caporali nei campi assolati della raccolta in agricoltura con pochi euro al giorno.

Quando l’Europa colonizzò l’Africa non fece altro che sfruttare a proprio esclusivo vantaggio le immense ricchezze materiali del continente africano.

I venti che i paesi colonialisti europei in maggiore o minore grado andarono a seminare in Africa si stanno trasformando in tempeste devastanti.

L’Europa deve restituire all’Africa quanto le ha rubato in centinaia di anni di impietoso sfruttamento.

Assistiamo ovunque all’alleanza tra regimi anti-democratici e autoritari, comunitarismi identitari e xenofobi. Contro il dominio di questi sistemi bisogna difendere i diritti umani, farlo nel quadro della difesa dei territori devastati dalle guerre dell’egemonia e della globalizzazione e da un liberismo che ha l’obiettivo di abolire tutti gli ostacoli che si oppongono al raggiungimento del massimo profitto, compresi quelli sociali, politici, e culturali.

Non facciamoci ingannare da chi sostiene che il problema richieda solo uno sforzo di solidarietà.

L’appello alla buona volontà è pericoloso, perché è la nostra stessa libertà, è il rispetto della nostra dignità ad essere messo in discussione dalle manifestazioni xenofobe al servizio dei nuovi monopoli.

Non c’è da affidarsi ai partiti “democratici” che da molto tempo hanno smesso di pensare, mentre si attendono gli artisti e gli intellettuali che si decidano a proclamare una insurrezione morale (non moralista) per condannare i crimini commessi, tutti senza eccezione contro ogni forma di discriminazione umana.

Non si può essere passivi di fronte al verbo salviniano affezionato all’intelligenza del manganello e agli insulti sessisti, come quelli contro la comandante della Sea Watch 3.

Non vanno dimenticati i media, dove dominano le parole a vuoto, a conferma della tipica tendenza a nascondere i problemi reali, e la disinformazione permanente data dall’eccesso e dalla manipolazione di informazione unita al basso livello di istruzione.

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Pharmakon. La cura al veleno

Pharmakon. La cura al veleno

Per essere cittadini e cittadine liberi, si devono condannare con fermezza il consumo massiccio delle risorse della terra, consumo destinato a mantenere il culto di un ordine ritenuto sacro, il lusso dei ricchi o il potere dei dittatori.

L’identità sovranista è la principale fonte di distruzione al servizio di un demone nascosto, una forza che giustifica il razzismo in tutte le sue articolazioni. Distruzione, quindi, della libertà.

I diritti umani sono al di sopra delle leggi. Contro le leggi di Salvini “sulla sicurezza” bisogna praticare la disobbedienza civile.

Quesi narcisisti dei 5 Stelle che si nascondono nel sepolcro confortevole del vuoto, indottrinati dalla piattaforma della Casaleggio ass., si sono trasformati in predicatori alla Hyde Park Corner. Non danno risposta alla profonda crisi in cui ci troviamo. La globalizzazione totalitaria del potere produce de-soggettivazione, nel connubio di intelligenza artificiale e politiche antidemocratiche che blindano come gabbie le reti virtuali in cui siamo chiusi.

Nello stesso spazio si colloca la lega di Salvini, che predilige una predicazione razzista post-fascista, chiudendo porti e negando l’accoglienza ad immigrati e rifugiati. Dimenticando che “quando gli abitanti dell’Italia erano Neanderthal, la nostra specie erano gli immigranti”.

Nella vergogna di chi non sa fare altro che chiudere le frontiere davanti alla miseria del mondo, l’ideologia leghista che con la violenza rifiuta l’accoglienza ha sempre quella antica visione separatista del Nord, condita di insulti verso i meridionali ed altre minoranze.

Siamo passati dall’era industriale alla globalizzazione finanziaria, dalla sparizione dei partiti al populismo. Non ci sentiamo più impegnati da un modello, da un capo o da un partito: in questa condizione, i nostri impegni non possono venire da nient’altro che dalla coscienza della nostra responsabilità.

Siamo ancora in grado di sentire la voce della coscienza, che ci sussurra che quell’uomo bianco o nero o di altro colore, quella donna, quel bambino sono esseri umani, sono soggetti umani. Proprio come noi!

Per questo la lotta per i diritti umani universali non deve mai fermarsi.

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