La dragonite

La dragonite

Tutti felici e contenti al varo della cannoniera da parte del capitano Drake, che dopo il ricevimento dell’incarico si è proiettato alla ricerca della ciurma da imbarcare. Mentre sui canali televisioni se ne salmodiava la super santità, tutti pronti a sbavare per far digerire ai cittadini la scelta.

Il capitano sceglieva la ciurma nei bassifondi dalla politica partitica, composta da pregiudicati (Berlusconi), fascio razzisti (Salvini), sfascia carrozze (Renzi), il minestrone 5 stelle e tutta una serie di mozzi e cuochi economici vari, allegramente arruolati alla caccia del galeone europeo carico di tesori.

I cittadini, pressati dal virus che miete vittime in continuazione, avviliti da una crisi economica disastrosa dai costi sociali e culturali irrecuperabili, assistevano al teatrino della filibusta politica per gestire il tesoro in arrivo.

Siamo il paese con una democrazia malridotta da beghe per gestire potere e clientelismo clanico, da parte di uomini cinici e senza morale civica. Da molto tempo i cittadini e le cittadine sono espropriate del voto e non possono esprimere un governo, mentre si passa da un governo tecnico all’altro. Questo inevitabilmente penalizza la democrazia.

Anni di bombardamenti da talk show, di grandi fratelli, di dibattiti fasulli per vendere pubblicità, hanno atrofizzato lo spirito critico di generazioni di giovani, generazioni senza futuro destinate ad un nomadismo di sopravvivenza senza speranze. Forse. O forse no.

Nessuno è in grado di prevedere quali saranno i prossimi rischi dell’umanità e come finiremo, mentre questi sciancati pirati vanno a caccia delle prede. Di certo non ci sarà un miracolo per salvarci.

A. Montanaro.

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I commedianti

I commedianti

Dopo l’assalto alla diligenza di Capitol Hill sotto il comando dello sceriffo Trump, i fuorilegge sono stati sconfitti dal nuovo sceriffo Biden. Come in ogni film Hollywoodiano, il buono vince contro i cattivi. Delusi i trumpiani de noialtri che già si preparavano all’assalto in Europa.

Mentre nel nostro parlamento un piccolo magliaro della politica, dopo aver illuso milioni di elettori, ancora agisce da provocatore e dissolutore di coalizioni politiche che regolarmente distrugge.

Sono anni che non si riesce ad avere un governo frequentato da serie personalità. Nel nostro parlamento si aggirano personaggi a dir poco miserabili, piccoli traffichini alla ricerca di benefici personali. Una percentuale altissima attenzionati dalle procure per una varietà di reati che nulla hanno a vedere con la politica.

Mai come in questo momento emergono le tragedie che affliggono l’Italia, mentre il virus che non riusciamo a vincere continua a fare migliaia di morti e danni economici. Campioni della commedia italiana, continuiamo la recita dell’irresponsabilità, una rappresentazione con milioni di comparse, “gli italiani”, cittadini che ogni giorno devono orientarsi per capire a quale colore aderire. Con leader di partito che non sanno dare soluzioni serie per gestire la crisi e trovare una via d’uscita. Tutto viene affidato ai virologhi che possono solo rispondere tecnicamente, non politicamente.

Vediamo dichiarazioni allucinanti, come quella della Moratti che avrebbe voluto far dipendere la somministrazione dei vaccini dal PIL delle regioni. Non è nuova la signora, grande sostenitrice del lager di Muccioli, che dopo aver distrutto le scuole cerca soluzioni ultra liberiste anche per la pandemia.

Quella che è stata definita una “sindemia” del tipo indicato da Merril Singer, sta cambiando i connotati della nostra socialità, con danni enormi e non solo economici. Saranno le prossime generazioni a farsi carico di tutto questo?

A. Montanaro

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Annus horribilis

Annus horribilis

Bocche mute, mentre si ricerca il proprio “io”, un io differente o indifferente, un io spettatore e testimone, identificato come doppio, centro di gravità dei nostri movimenti, passioni, amori e furori, come l’enigma della Sfinge.

È un continuum costante, estraniante, esaltante e inquietante, di infelicità, di vita inaridita e schiacciata. Si subisce l’infelicità e si prosciuga la vita.

Tutte le lacrime si mescolano alla pioggia, così l’umano e il post-umano si confondono replicandosi in un nulla, la solitudine della miseria e la miseria della solitudine assassinano piazze e strade, con gli esclusi che ridono o piangono solitari, che gridano per tutti e per nessuno, che sbavano e sanguinano povertà.

Tutto perisce, come una bellezza mortale.

Meditare sui bassifondi della povertà e sul delirio della ricchezza, sul presente e sull’avvenire dell’uomo, sul mondo, il niente e la creazione. Se vuoi sentire il disastro o il genio della vita, se vuoi sapere a che punto la ragione non ha più senso, come non aveva senso la Pizia di Delfi (Eraclito), essa non svelava, non dissimulava, ma indicava il voler vivere.

I nostri ardori, le nostre follie, dell’asprezza dei tempi, della necessità di dirsi addio, di partire per l’avventura, sarà possibile oggi?

Con una devastante epidemia che sta decimando milioni di esseri umani.

Se la lotta fra Eros e Thanatos non si fermerà o che Eros puà operare al servizio di Thanatos ma nell’incertezza, la volontà nei desideri di vita, Thanatos non sarà interamente vincitore, se non alla fine dei tempi dell’universo.

Ma finché la macchina dei desideri funzionerà, una speranza di vita alimenterà l’umanità.

A. Montanaro

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L’era del cigno nero

L’era del cigno nero

La storia è fatta di parole intersecate, scritture erranti nel mondo di mezzo alla somiglianza delle cose.

Il vaso di Pandora ritorna a scoperchiarsi, lo spettro dell’inumano diffuso ad occupare la scena del mondo.

L’umano si scolora e sconfina con l’animalità, il confine è stato superato dallo spillover. Ci circonda la paura dell’incalcolabile (Nietzsche) che blocca il progresso, siamo sepolti da macerie di immagini frantumate, prodotte dal Mont Pelerin Society che riduce l’umanità a puro soggetto economico, cancellando il sociale in nome della competitività per l’utile mercantile.

Nell’epoca della finanziarizzazione, in cui l’importante è trasformare il più rapidamente il denaro con l’aiuto della tecnica, si sono smaterializzati i corpi. Spariti questi, vanno avanti le icone più che le persone.

Si sovraccaricano gli stimoli e si azzera l’emozione, così la totalità delle relazioni umane è mediata dalla tecnica. Una entità astratta di lavoratori senza diritti e protezioni sociali emerge dalla sconfitta del lavoro, dalla perdita del territorio sociale, dalle delocalizzazioni della produzione. Con la riduzione della persona ad individuo si compie la decostruzione del soggetto umano.

Nel mondo dell’individualismo assoluto prodotto dalla filosofia monetaria vengono allo scoperto i populisti di ultima generazione, quelli degli scenari foschi dei secoli bui delle passioni tristi che sonnecchiano sotto traccia,

Mentre si diffonde il germe degli sciacalli di Wall Street, il popolismo sovranista, come già è stato il fascismo nel novecento, produce germi di odio verso presunti nemici, con sguardi puntati sui barconi del canale di Sicilia e sui porti sigillati. Mentre l’altro nemico, un piccolo virus in pieno accordo con la natura, si è messo sulle rotte di traffico del capitalismo finanziario, piombando in mezzo alla nostra quotidianità e spazzando via d’un colpo la superficie di una società super dinamica. Facendoci regredire al ground zero dell’esperienza umana.

Nelle politiche di molti governi prevale la selezione del gregge, facendo distinzione su base anagrafica tra le vite di scarto e le vite vivibili.

Decenni di egemonia ordo-liberista ci hanno inculcato il principio di prestazione, un principio economico-finanziario, dichiarando inutili gli improduttivi (vecchi, disabili e cittadini senza diritti) e meritevoli i vincenti.

Siamo entrati nell’ordine dei morti accettabili, è la storia della necropolitica mondiale.

A. Montanaro

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Viruslandia

Viruslandia

Come nell’enigma di Ciliga, l’Italia si cimenta con il suo doppio, in una dinamica non troppo diversa da un duello con lo specchio. Il velo di maya nasconde la realtà, creando una dimensione fittizia.

Nella decomposizione dei corpi morali gli apprendisti stregoni dei governi regrediscono dalle scienze alla negromanzia, e se una parte dell’umanità si avvia verso la fine della storia si finisce nell’animalità post storica. Guidati verso il finale del nulla in cui regnano i falsi valori, le menzogne, e dove l’uomo rimane solo nella grandezza tragica della sua solitudine.

Il concetto di “fine della storia” di Fucuyama, ripresto da Kojève dopo la caduta del muro, viene incarnato dai Chicago Boy ammaestrati da Leo Stradd, padre del movimento neo-conservatore che ha fatto danni enormi nell’economia mondiale, associato alla nascita di dittature in sud America, Argentina, Cile, Brasile e tante altre.

Ci sono responsabili precisi per questo, l’establishment europeo che si identifica nel sistema finanziario-liberista, l’élite che usa il suo sapere per perpetuarsi, la cultura e la scienza bancaria strumenti ancillari delle classi dirigenti che le usano nel proprio esclusivo interesse.

Quando i pensieri velenosi evaporano non resta nulla della ragione, si finisce sconfitti in un ripiegamento culturale. Avanza intanto una cultura narcisista che nuoce alla creatività, rende tutti uguali e scemi, come le generazioni internet stimolata come i cani di Pavlov. Con il principale nemico l’Università che produce stupidi segaioli incapaci di agire.

Se la realtà umana è una realtà sociale, la nefandezza dei falsi desideri che continuamente vengono propagandati da populisti e sovranisti di ogni specie incide sulla società, producendo una fattispecie di falsa umanità.

Chiudendosi questi tragici cicli ci stiamo avviando verso un suicidio di massa, in forma laica e religiosa, in base alle proprie scelte. In attesa del prossimo futuro del dopo pandemia, sarà auspicabile una popolazione di Avatar per governi futuri.

A. Montanaro

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