Il gioco dell’oca

Il gioco dell’oca

Chiusi nelle galere del tempo, l’epoca del coronacene si colora in progress, mentre cuori neri pulsano in città infette nel corpo d’agramonte. L’economia del desiderio del regime neoliberista cattura il cittadino trasformandolo in un produttore efficiente. Come un palliativo nutrito di resilienza per catalizzare le prestazioni.

Così la pandemia trasforma la società in isteria della sopravvivenza.

Nell’era dell’esibizione pornografica della politica, si generano disturbi narcististici e ci accontentiamo di un sistema di svuotamento democratico e sociale della convivenza.

Si prospetta che le generazioni del futuro saranno popolate da ologrammi.

Oppure saranno gli eredi degli Efori che, come il virus oggi, sceglieranno ci mettere a morte. Anche se oggi si distruggono vite umane e non simulacri come nelle notti degli Ermocopidi.

Segue la concertistica della stampa che riposa su una colossale ipocrisia; devono propugnare l’ottimismo verso il nuovo governo Drake per vendere pasture con fatti truci, l’odio, la ferocia e tutto il “male” umano rimasto fermo alla preistoria. Sono sempre i lupi che lacerano la gola agli agnelli, senza comprendere che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, la nostra vita è circondata da un lungo sonno, navighiamo come naufragi sulla zattera, perduti nell’oceano delle tragedie.

Molte anime del mondo non trovano paradisi, tutto chiuso nel freddo universo, solo i corpi in decomposizione affiorano di tanto in tanto per ricordarci quelli che il virus ha decimato.

A. Montanaro

Immagine: https://www.flickr.com/photos/iguanajo/120187557/

Memoria antifascista

Memoria antifascista

Dopo l’ennesima cancellazione da parte del Comune per stupidi motivi di “decoro”, oggi il murales in memoria di Dax in Darsena a Milano è stato ripristinato e al suo volto si sono aggiunti quelli della partigiana Lia, di Marielle Franco, e di Carlo Giuliani. L’operazione è stata organizzata da collettivi antifascisti milanesi e presidiata da molti/e compagni e compagne.

Tutti i mesi dell’anno sono segnati da date che ci ricordano le uccisioni di compagni e compagne dal dopo guerra fino ai giorni nostri. Pensiamo che come il 25 aprile segna la liberazione dal nazi fascismo e con esso di tutti i partigiani e non, oggi, dal dopoguerra ad oggi, avremmo bisogno di una data per ricordare tutte le persone uccise da fascisti o apparati dello stato.

Le memorie individuali prima o poi si dileguano, ma una una data come quella del 25 aprile si rinnova anno dopo anno per generazioni, restando nella memoria collettiva. Fino a quando non avverrà comunque, saremo presente a tutte le commemorazioni. Il nostro antifascismo sarà sempre presente là dove attecchiscono i semi del fascismo, che tenterà di manifestasi in tutte le sue forme, anche attraverso le istituzioni e nel revisionismo storicoAntifascismo e barricate, saluti a pugni chiusi!

La dragonite

La dragonite

Tutti felici e contenti al varo della cannoniera da parte del capitano Drake, che dopo il ricevimento dell’incarico si è proiettato alla ricerca della ciurma da imbarcare. Mentre sui canali televisioni se ne salmodiava la super santità, tutti pronti a sbavare per far digerire ai cittadini la scelta.

Il capitano sceglieva la ciurma nei bassifondi dalla politica partitica, composta da pregiudicati (Berlusconi), fascio razzisti (Salvini), sfascia carrozze (Renzi), il minestrone 5 stelle e tutta una serie di mozzi e cuochi economici vari, allegramente arruolati alla caccia del galeone europeo carico di tesori.

I cittadini, pressati dal virus che miete vittime in continuazione, avviliti da una crisi economica disastrosa dai costi sociali e culturali irrecuperabili, assistevano al teatrino della filibusta politica per gestire il tesoro in arrivo.

Siamo il paese con una democrazia malridotta da beghe per gestire potere e clientelismo clanico, da parte di uomini cinici e senza morale civica. Da molto tempo i cittadini e le cittadine sono espropriate del voto e non possono esprimere un governo, mentre si passa da un governo tecnico all’altro. Questo inevitabilmente penalizza la democrazia.

Anni di bombardamenti da talk show, di grandi fratelli, di dibattiti fasulli per vendere pubblicità, hanno atrofizzato lo spirito critico di generazioni di giovani, generazioni senza futuro destinate ad un nomadismo di sopravvivenza senza speranze. Forse. O forse no.

Nessuno è in grado di prevedere quali saranno i prossimi rischi dell’umanità e come finiremo, mentre questi sciancati pirati vanno a caccia delle prede. Di certo non ci sarà un miracolo per salvarci.

A. Montanaro.

Immagine: https://flic.kr/p/9VkLHu
I commedianti

I commedianti

Dopo l’assalto alla diligenza di Capitol Hill sotto il comando dello sceriffo Trump, i fuorilegge sono stati sconfitti dal nuovo sceriffo Biden. Come in ogni film Hollywoodiano, il buono vince contro i cattivi. Delusi i trumpiani de noialtri che già si preparavano all’assalto in Europa.

Mentre nel nostro parlamento un piccolo magliaro della politica, dopo aver illuso milioni di elettori, ancora agisce da provocatore e dissolutore di coalizioni politiche che regolarmente distrugge.

Sono anni che non si riesce ad avere un governo frequentato da serie personalità. Nel nostro parlamento si aggirano personaggi a dir poco miserabili, piccoli traffichini alla ricerca di benefici personali. Una percentuale altissima attenzionati dalle procure per una varietà di reati che nulla hanno a vedere con la politica.

Mai come in questo momento emergono le tragedie che affliggono l’Italia, mentre il virus che non riusciamo a vincere continua a fare migliaia di morti e danni economici. Campioni della commedia italiana, continuiamo la recita dell’irresponsabilità, una rappresentazione con milioni di comparse, “gli italiani”, cittadini che ogni giorno devono orientarsi per capire a quale colore aderire. Con leader di partito che non sanno dare soluzioni serie per gestire la crisi e trovare una via d’uscita. Tutto viene affidato ai virologhi che possono solo rispondere tecnicamente, non politicamente.

Vediamo dichiarazioni allucinanti, come quella della Moratti che avrebbe voluto far dipendere la somministrazione dei vaccini dal PIL delle regioni. Non è nuova la signora, grande sostenitrice del lager di Muccioli, che dopo aver distrutto le scuole cerca soluzioni ultra liberiste anche per la pandemia.

Quella che è stata definita una “sindemia” del tipo indicato da Merril Singer, sta cambiando i connotati della nostra socialità, con danni enormi e non solo economici. Saranno le prossime generazioni a farsi carico di tutto questo?

A. Montanaro

Immagine: https://flic.kr/p/2bhf9EZ
Chiediamo il richiamo dell’ambasciatore italiano dalla Polonia, firma la petizione

Chiediamo il richiamo dell’ambasciatore italiano dalla Polonia, firma la petizione

Chiediamo il richiamo dell’ambasciatore italiano dalla Polonia per chiarimenti sullo Stato di diritto di questo paese in relazione a provvedimenti che non colpiscono solo i cittadini e le cittadine polacche, ma mettono in dubbio le regole comuni che sanciscono il patto di adesione alla Comunità europea e dunque ci riguardano.

La sentenza del Tribunale costituzionale polacco, entrata in vigore il 27 gennaio ’21, rifiuta “il benessere della donna come motivo valido per l’interruzione della gravidanza anche in caso di patologie fetali gravi e incompatibili con la vita” e apre la strada a potenziali ulteriori divieti di aborto in caso di stupro e incesto. 

La decisione del Tribunale costituzionale va letta nel contesto più ampio dell’attuale crisi dello Stato di diritto in Polonia, crisi che colpisce l’indipendenza della magistratura. La legittimità del Tribunale costituzionale, infatti, è stata gravemente minata dalle riforme attuate dal 2015 dal partito al governo, come denunciato dai dossier dei partiti di opposizione e da organizzazioni a difesa dei diritti umani.

Dal 22 ottobre scorso, la repressione del governo tramite la polizia di Stato non si è mai interrotta – sia durante le molte manifestazioni di protesta che avvengono nel paese, sia al di fuori – come denunciato dalle attiviste e dalle organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International, IPPF, Civicus. Durante le manifestazioni si ripete la tattica illegale, definita “kettling”, dove le persone in strada sono bloccate dentro al cordone di polizia, è impedito loro di muoversi e allo stesso tempo si chiedono loro i documenti di identità per essere poi accusate di “partecipazione a un raduno illegale”. Inoltre le persone sono arrestate e trattenute illegalmente, deportate dal luogo di fermo in sedi molto distanti, in modo da essere più difficilmente raggiunte dal supporto legale.

Per questi motivi ci rivolgiamo al Ministero degli Affari esteri, al capo del governo e al Presidente della Repubblica.

Contatti: laviolenzasulledonneciriguarda@gmail.com

Firma la petizione: https://www.change.org/p/ministero-degli-affari-esteri-e-della-cooperazione-internazionale-polonia-ritiro-dell-ambasciatore-italiano

Polonia, fascisti nel cuore dell’Europa

Polonia, fascisti nel cuore dell’Europa

Le dittature fasciste si aggirano in Europa, mascherandosi dietro elezioni democratiche. In nome del diritto di opinione, il fascismo si diffonde e penetra nelle istituzioni della malata democrazia rappresentativa ed usa il potere per calpestare libertà e diritti di tutti. In particolare delle donne.

Come in Polonia, dove il governo ha dichiarato guerra alle donne, calpestando le loro scelte attraverso l’uso antidemocratico del sistema giudiziario ed esecutivo e passando dal divieto di aborto anche in caso di malformazioni fetali.

Le sanguinarie associazioni cattoliche appoggiano il governo criminale polacco, ispirato al dominio maschile e patriarcale.

Chiediamo il ritiro dell’ambasciatore italiano dalla Polonia, come primo atto.

Anche in Italia non siamo messi bene. Anche qui il fascismo si diffonde tramite le istituzioni e a tutti i livelli di governo. E i segnali sono tanti. Come la recente perquisizione alla Casa delle donne Lucha Y Siesta, che ospita donne in uscita dalla violenza, o come la proposta di legge, in Umbria, a firma Lega, che intende modificare il testo unico in materia di Sanità e Servizi Sociali della regione.

Le pubblicità cattolica contro le scelte delle donne nella gravidanza sono all’ordine del giorno e agiscono indisturbate dove le amministrazioni sono fascio-leghiste.

I femminicidi non si fermano mai e i giornali continuano a parlarne in termini che sminuiscono le responsabilità degli aggressori e omicidi, tutelandoli.

Proprio la responsabilità è il punto di partenza di ogni nostra azione di cambiamento: la violenza sulle donne ci riguarda. A partire da questa responsabilità devono cambiare i nostri comportamenti individuali e però anche gli elementi strutturali quindi l’organizzazione del lavoro salariato e di cura, la formazione nelle scuole oltre che in magistratura e forze dell’ordine, l’organizzazione dei servizi socio-sanitari.

#ToJestWojna

#Women’s#Strike

#StajkKobiet

Vai alla barra degli strumenti