12 dicembre 2021. Milano non dimentica

12 dicembre 2021. Milano non dimentica

12 dicembre 2021. Milano non dimentica le stragi di Stato, l’omicidio dell’anarchico Pinelli e l’incarcerazione di altri anarchici innocenti. Le nostre manifestazioni non sono un esercizio retorico o un rituale stanco, ma un atto di consapevolezza e di resistenza. Sono uno dei modi in cui resistiamo alla cancellazione di quello che è avvenuto, in cui teniamo accesa la luce sulla verità storica. Una verità che non viene trasmessa a scuola – e infatti molte persone giovani la ignorano – e che viene continuamente messa in discussione anche dalle istituzioni, come ad esempio è successo di recente in Senato.

Pandemia, green pass e biopolitica

Pandemia, green pass e biopolitica

Cosa mettono in campo i movimenti no-vax? Guardiamo ai discorsi e alle pratiche. L’individualiasmo e l’iperliberismo sono ciò che li caratterizza. Nel dichiararsi “contro il controllo sociale securitario”, mettono insieme ambienti di destra ma anche anarco individualist* che si sono ingenuamente accodat*. Si presentano come avanguardia illuminata che vuole guidare quelli che non sanno quel che fanno. Affermano la “libertà di un individuo contro gli altri“, cioè la libertà di essere contaminati, di far sì che il virus circoli, di far durare a lungo la pandemia ed amplificare la disgregazione sociale legata a questo.

Parlano di una libertà egocentrica, della serie che il mondo può finire ma le libertà puramente individuali non devono essere toccate. Quel che capita agli altri non interessa. E’ una visione spenceriana in cui sopravvivono i più forti, sani, e con buone difese immunitarie, rivestita con la vernice di una immaginaria “naturalità”. Questo infatti è contenuto nei loro discorsi, quando affermano di non voler mettere nel proprio corpo sostanze “altre” e che ciascuno deve vedersela con le proprie risorse (genetiche, immunitarie, etc) rifiutando l’idea che solo collettivamente si può uscire da questa situazione. Questa è la distruzione della solidarietà per un immaginario politico ultra liberale ed antiegualitario.
Lo scetticismo verso le cure contro il covid si allea con la resistenza contro lo stato e il potere (notare il grido “libertà, libertà”) ma in questa protesta il “noi” non esiste.

La confusione creata dal governo sulla gestione dei servizi pubblici, come scuole, trasporti, sanità, ha contribuito largamente alla prosperità di questo movimento non egualitario, né emancipativo, né liberatorio.
Si è passati dal “noi” dei movimenti no global, che nel loro anticapitalismo raccoglievano i residui della lotta di classe, all’io… io so, io voglio, io giudico. La pandemia ha portato alla luce quello che era dentro il corpo popolare a partire dalla sua disgregazione. In questo senso questi movimenti sono ultraliberisti: conta solo il mio desiderio, il mio corpo, la mia scelta, la mia libertà, la mia salute, il mio piccolo gruppo. Sono espressione di una libertà feroce dell’io, narcisisti egoisti truccati da antisistema, all’offensiva verso i più fragili cui non resta nessuna chance. Sono quindi funzionali, in realtà, sia allo stato che alle forze fasciste. Chi conosce le famiglie ideologiche del Novecento, sa che si tratta di movimenti antimarxisti.

Nel rifiutare questa prospettiva, riformuliamo anche il tema del green pass, che in quanto tale è solo uno dei tanti strumenti di controllo burocratico poliziesco. Il nucleo della nostra ribellione non è il green pass. Ma è il controllo dei nostri dati sanitari in un contesto di iperliberismo in cui la salute è una merce come altre, anzi la più profittevole delle merci. È la mancanza di ricerca scientifica indipendente dagli interessi delle multinazionali, che significa tecnica asservita al potere. È la distruzione della medicina territoriale e con essa il mancato investimento sulla medicina di prevenzione e quindi di tutto ciò che contribuirebbe ad evitare le ospedalizzazioni. È la privatizzazione della sanità in cui gruppi industriali si avvantaggiano di denaro pubblico per costruire ospedali e con essi il proprio potere economico. Il cuore della nostra ribellione è la responsabilità sociale e il bene collettivo.

Vito Dileo

Image: ‘Physically distancing Canadians‘ 
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Abbandonati da Mnemosune

Abbandonati da Mnemosune

“Pessimismo della conoscenza, ottimismo della volontà” (Gramsci)

Le emozioni messe a tacere dal neo-liberismo selvaggio fanno vedere il mondo non reale, che riflette un sentimento malvagio ingannato dal demone della finanza. La varia umanità si identifica con leader estemporanei diventandone fotocopie e duplicati.

La ricerca del capro espiatorio dell’umanità procede senza tregua, alimentando il sacro dove, fustigati, gli umani godono di peccati senza colpe.

Nell’agio del presente, senza passato né futuro, orfani del quotidiano emozionale, senza orizzonti, si vive in attesa del caos prossimo presente, dove i sacerdoti di Naphtal decidono la sorte della sovranità dei cittadini.

Nella tragica congiuntura a cui siamo inchiodati, come clientes degli USA, da anni siamo convinti di vivere in una epoca cronica, senza discendenza, alieni ai precedenti regimi, perfino ciechi e senza memoria, dediti alla mala gestione partitica della quotidianità, nell’ozio della tarda età, sicuri attraverso le incredibili questioni ambientali e umanitarie, perché indifferenti al proprio.

Ignoriamo la centralità del futuro umano, senza infrastrutture ignorate da anni, bombardati dalle piattezze della cronaca. Privati di orizzonti e per impossibili albe sprofondiamo nella condizione autistica, senza un ponte tra passato, presente e futuro.

A. Montanaro

Image: ‘Emotion‘ 
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Confraternita dei becchini

Confraternita dei becchini

Un virus ha messo in ginocchio il nostro pianeta squilibrando tutte le possibilità di vita su di esso. Se altri ne arrivassero contemporaneamente, la storia dell’umanità finirebbe. Siamo ormai degli alieni, alienati dalla natura viviamo in una bolla artificiale che consuma ed inquina inesorabilmente le sue risorse.

Così i sovranisti hanno seminato odio per anni, raccogliendo fascismo, mentre sotto un velo sottile si nascondevano nazionalismo, identitarismo, nativismo, con le ideologie infettate dalla xenofobia e dall’intolleranza. Per anni sono stati tollerati movimenti dichiaratamente neo-fascisti. Non solo nostalgici che vogliono rivivere il becero passato per rifugiarsi nel ricordo confortevole di smemorati scontenti.

Producono virus per infettare la democrazia stanca degli ultimi anni.

Bisogna smascherare i padrini in camicia nera che siedono in parlamento, che con le loro azioni e dichiarazioni li motivano ideologicamente, come non hanno mancato di farlo i 5S nel loro esordio.

Anche molte reti televisive hanno contribuito con i salotti show a mettere in risalto personaggi dichiaratamente fascisti pur di guadagnare qualche punto in più nell’audience. Basta guardare i tarantolati di Rete 4, nella predicazione quotidiana dell’odio.

Tutto questo negli anni ha compromesso le capacità critiche dei cittadini che si rifugiano nel virtuale dove regnano i malati da tastiera nella divulgazione di fake news, alla mercé di un senso di spaesamento, dove qualsiasi professionista del caos si mette alla testa di nuovi movimenti per condurli ad azioni violente di stampo neo-fascista.

Queste congreghe di becchini vanno affrontare duramente con leggi che già esistono, con un movimento antifascista che protegga cittadini e cittadine, divulgando la storia del fascismo nel nostro paese.

L’ora della difesa della democrazia deve riaccendersi. Basta guardarsi allo specchio, bisogna aprire le finestre per affacciarsi alla realtà.

A. Montanaro

Fine dello sciovinismo patriottico

Fine dello sciovinismo patriottico

Con la vittoria talebana e la fuga degli americani e dei loro alleati, si conclude la parabola della falsa teoria dell’esportazione della democrazia con le armi.

Dopo aver devastato l’Iraq con una guerra propagandata sulla base di falsi dossier, l’America si ritira con disonore da tutti quei territori, lasciando le popolazioni alla mercé dei tagliagola islamisti e trafficanti di droga. Abbandonando quelle donne che la pubblicistica voleva salvare dall’orrore maschilista dei talebani, una strumentalizzazione vergognosa come casus belli per invadere quelle terre per puro spirito di vendetta.

Anche l’Europa, che ha partecipato a queste guerre, non deve essere fiera della propria “civiltà” e di aver assecondato queste devastazioni con migliaia di morti.

È stata persa ogni credibilità verso quelle popolazioni e non saranno i salvataggi a coprire le malefatte delle truppe e dei loro superiori in quei territori. Non si possono dimenticare le torture nei carceri iracheni, né i bombardamenti con i droni e i loro “effetti collaterali”, in primis le morti di molti bambini.

Come non si può dimenticare l’abbandono dei curdi siriani alla mercé della Turchia di Erdogan.

Con questo ci chiediamo se sarà la fine dell’ordine globale che negli anni si è dimostrato una falsificazione immensa.

Così la miserabile figa dall’Afghanistan è l’ultima di una serie di sconfitte. Quando dopo vent’anni dalla caduta delle torri gemelle, con due guerre senza democrazia, si lascia un vuoto che altri occuperanno, che sia l’isis-k o altri … Cina, Russia, Turchia e Iran. Come il detto dell’allievo cuoco che per arrostire un porco bruciò la casa, “C. Lamb” sarà forse la casa dell’occidente?

A. Montanaro

Foto: momi-z

I gregari

I gregari

Gli individui post-moderni rifiutano ogni scopo “superiore” e si dedicano a riempire la sopravvivenza di meschini piaceri sempre più raffinati, stimolati artificialmente. Se così è, si finisce con l’adulto avaro che passa la vita ad ammassare il suo tesoro, in sé e per sé.

Nello Schadenfreude, il piacere per le disgrazie altrui che provoca gioia maligna, conservata in una nicchia di formaldeide, la sinistra (?) resta immutata in quanto ibernata dentro a un liberismo in declino. Mentre il virus si trasforma da Dott. Jekyll in Mister Hyde, precipitiamo in una catastrofe morale, quella prodotta dall’uomo. Sotto l’irrazionalità frenetica si riconosce una razionalità strumentale al proprio tornaconto.

Così il virus è metafora del capitalismo, un essere che vive sulle risorse del suo ospite e lo distrugge lentamente.

Si delinea il carattere tutto italiano del gregariato come scelta di vita. Siamo il popolo più asservito al potere, sempre alla ricerca dell’uomo forte.

Svettano il papa nel ruolo sacro, i campioni sportivi per nascondere le nostre debolezze, i leader politici nella versione destroide e truffaldina. Sempre in convegni non troppo segreti, come frequentatori di taverne nel preparare accordi nelle spartizioni di bonifici, elargiti con generosità dai veri detentori del potere.

Siamo il paese aggregato in ogni decisione internazionale, senza nessun ruolo, se non quello di seguire le decisioni altrui, compiacendoci di essere in pose fotografiche.

Nel cammino della nostra decadenza dove la paura si mangia l’anima non ci sono più alternative, o ti ribelli o muori. È questo il nostro destino?

A. Montanaro

Image: 'Out There 2019-015
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