12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2018

12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2018

Piazza Fontana – Corteo per non dimenticare la strage di Stato

iniziativa della Milano antifascista antirazzista meticcia e solidale

“La memoria antifascista non è una memoria sterile, ma vissuta nelle pratiche quotidiane. Oggi la nostra libertà è messa a rischio dai fascismi in tutto il mondo. Lo è quella delle donne, ma non solo. Per questo saremo in piazza oggi e ci prepariamo all’8 marzo.”

Piazza Fontana, strage di Stato. “La memoria di quegli eventi mi è stata trasmessa dalla mia famiglia, ed è la memoria di eventi laceranti. Oggi la verità storica di quegli eventi è poco conosciuta. I miei coetanei sanno che ci furono bombe e morti, e che furono incolpati gli anarchici, ma non conoscono quel che c’è dietro quegli eventi. Oggi non ci sono le bombe, ma la repressione si sente”.

Riprese e montaggio di Eleonora Cirant e Vito Dileo

Dezinformacja

Dezinformacja

Disinformazione e fascismo. Nell’ecosistema dei social network e delle fake news non è stato difficile per bot e troll pilotati da Mosca influenzare le opinioni pubbliche, facendo leva sul malessere, in una società disillusa dall’economia in crisi.

L’Izborsk Club, un gruppo di studiosi fascisti che ispirano Putin, fautori dell’idea dell’Eurasia, figurano membri continuatori della filosofia di Ivan Il’in, questi: Dugin, Glaziev e Tichon Sekunon, il monaco preferito di Putin, fautore dell’idea che Putin reincarna: Volodimir Valdmarr di Rus‘.

Il fondatore dell‘Izborsk Club ero lo scrittore fascista Aleksandr Prokhanov, che al pari di Dugun ripeteva le idee di Carl Schmitt, idee che ritroviamo nell’ideologo delle destre sovraniste europee: Alain De Benoist.

Il filo conduttore che lega queste menti è nella visione del ritorno della potenza russa nella forma fascista precisata da Ivan Il’in, realizzabile quando una nazione immersa nella menzogna della propria innocenza può imporre e nutrire un amore totale per se stessa.

A collegare queste idee ai sovranisti europei del gruppo di Visegrad, con Orban e soci, è il marchio del nazionalismo. Mentre Salvini e Le Pen usano il vecchio concetto elaborato dallo stratega Lee Atwate di “negazione plausibile” applicandolo a tutti gruppi identificati come “diversi” (Rom, stranieri, etc): un nemico da incolpare per qualsiasi cosa si trova sempre. “L’ignoranza genera innocenza”.

La strategia del cuculo digitale per demolire l’Unione europea viene diffusa da Marine Le Pen che la utilizzò durante una sua visita a “Mosca 2013” con Richard Spencer, il principale suprematista bianco. Così l’estrema destra europea si lega con il variegato mondo fascista per mettere in atto lo smembramento dell’Europa.

Il coordinatore in Europa di questa strategia è Steve Bannon, finanziato da oligarchi come i Koch, Mercer, Murdoch e Trump. Se la globalizzazione è venuta a coincidere con la politica dell’inevitabilità e con la disuguaglianza economica,  questa non solo significa povertà, ma mancanza di democrazia.

Come disse Warren Buffet: “C’è la guerra di classe, è vero, ma è la mia classe – i ricchi – che sta facendo la guerra, e la stiamo vincendo“. Così la strategia del nazionalismo-populista la cui origine è da ricercarsi nel collasso delle istituzioni democratiche.

Invasi da post-verità siamo confinati in una casella nel gioco dell’oca dell’esistenza, nutriti dal pensiero binario per tenerci ingabbiati e in attesa di un’altra casella.

A. Montanaro

Image: ‘Have a Gander by Gooseneck
Have a Gander by Gooseneck
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Sognando Riace

Sognando Riace

Riace e l’utopia. Metti una cittadina celebre per i Bronzi, quasi disabitata, metti un sindaco che mette in moto un progetto di accoglienza formidabile, coraggiosamente portato avanti non solo per ripopolare il paese ma per attuare una politica di concreta integrazione dell’umanità che migra spinta sia da motivi di guerra che di povertà.

Il progetto aveva suscitato l’interesse di molti governi europei per la positività dei suoi risultati.

Metti un ministro “della malavita”, acerrimo nemico di tutta l’umanità migrante, che si esibisce quotidianamente con iniziativa xenofobe e razziste in tutti i campi. Portando con sé i tanti che si sentono giustizieri nel dare la caccia all’africano di passaggio dimostrando così solo la propria incultura e la violenza dormiente nella propria coscienza.

Metti gli alleati di Salvini che restano muti davanti alle tante esibizioni del soggetto, metti che nel passato predicavano cercando di apparire bravi ragazzi in cerca del riscatto italiano; metti la loro incapacità, la loro ignoranza delle problematiche governative, metti i continui insulti verso altre istituzioni statali che cercano di farli ragionare.

Metti una magistratura che arresta il sindaco di Riace per presunti reati amministrativi, “tutti da verificare”, metti che questo avviene in un territorio dove la mafia è talmente esposta al sole che bisogna essere accecati per non vederla.

Metti tutto questo in una nazione alla mercé di attori protagonisti di un’opera surreale, ed il gioco è fatto.

Cittadine e cittadine assistono impotenti allo spettacolo che viene continuamente replicato.

Ma sono veramente impotenti? Oppure complici passivi? … siamo in attesa di risposte.

Vista l’indole italiana che “la nottata passerà”… anche le risposte tarderanno ad arrivare.

Aspettando che le generazioni future maturino una ribellione infinita per cambiare completamente questo dannato paese, metti che noi vecchi utopisti siamo disponibili come sempre alla collaborazione per realizzare la società libera ed eguale di tutta l’umanità.

A. Montanaro

Image: ‘UtopiaFest (Saturday, 2014-09-13)
UtopiaFest (Saturday, 2014-09-13)
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8 marzo Momi-z in piazza con Non una di meno

8 marzo Momi-z in piazza con Non una di meno

C’è la neve, il gelo, un clima elettorale più nero del nero, e forse arriveranno pure gli Hooligans!

Ma anche quest’anno l’8 marzo sarà di gioiosa lotta e noi di momi-z saremo in piazza, pesciolini guizzanti nella marea di Non una di meno.

Ci saremo perché partiamo dalla nostra ricerca quotidiana di relazioni libere dalla violenza: quella degli uomini sulle donne, quella dei ricchi sui poveri, quella di chi si crede meglio solo perché è nata/o bianca/o, quella di chi non tollera altre parole oltre la propria.

La nostra ricerca di relazioni libere non è astratta, ma vive nei nostri corpi: nella fatica del lavoro, nella gioia del sesso, nella condivisione dell’amicizia, nella pazienza dell’ascolto, nel terreno accidentato dei propri desideri, nell’attrazione/repulsione per ciò che differisce, nel bisogno universale di essere riconosciuti e riconosciute, accolti e accolte, accuditi e accudite.

Viviamo e lottiamo ogni giorno per smontare i dispositivi di violenza, dominio e sottomissione. Lo facciamo a partire da noi, dalle nostre fragilità, dalla nostra creatività, dal piacere che scaturisce dal fare in comune. Sappiamo che solo insieme, e solo limando le asperità narcisistiche al nocciolo del proprio ego, si può “cambiare il sistema”… non è facile, questa è la sfida.

C’era una volta il patriarcato, e ce n’è ancora. C’era una volta il capitalismo, e ce n’è ancora. C’era una volta la schiavitù, e ce n’è ancora. C’era una volta il fascismo, e ce n’è ancora.

Ma qui ed ora siamo all’opera per demolire la prigione, le gabbie fuori e dentro di noi. Nelle cucine e nelle camere da letto, nei mille luoghi del lavoro e della formazione, nell’iper-realtà del mondo virtuale, nelle profondità delle viscere di ciascuna e ciascuno.

Ci vediamo in piazza! #wetoogether

Eleonora Cirant, per momi-z al #LottoMarzo

 

A denti stretti CIAO ATIR

A denti stretti CIAO ATIR

Abbiamo coinvolto nel nostro “saluto a denti stretti” alcune delle centinaia di persone intervenute il 30 settembre per la notte bianca del TEATRO RINGHIERA ATIR, che chiuderà per ristrutturazione e dovrà poi riottenere lo spazio attraverso un bando del Comune. Atir ha cambiato il nostro quartiere in meglio. Lo rivogliamo indietro prestissimo più bello e più in forma di prima!

Qui l’album delle foto scattate durante la #nottebianca, (scorri con le freccine o guardalo su flikr)
Ciao Atir!

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