Non siamo d’accordo!

Non siamo d’accordo!

Greta Thunberg: “non voglio le vostre speranze, voglio che abbiate le mie paure”. Rami Shehata: “la cittadinanza è il mio sogno, anche per i compagni di origine straniera nati qui”. Simone: “nun me sta bene che no, so’ minoranza che sì, le sta a fà leva sulla rabbia della gente di Torre Maura, er quartiere mio, pe’ i suoi interessi”.

E’ l’ora degli e delle adolescenti che si ribellano contro gli orchi suprematisti e fascisti. Lo dicono con semplicità, a ritmo di rap, che no non gli sta bene quello che fanno gli adulti contro stranieri e Rom, a partire dal ministro Salvini che usa un linguaggio razzista in ogni sua esibizione online.

Sono come molti cittadini democratici che volontariamente aiutano altri esseri umani che si incamminano sulla strada della dignità e che sono le vittime della finanziarizzazione sociale prodotta dalla globalizzazione e dalle guerre infinite scatenate per l’appropriazione delle ricchezze dei territori da cui scappano. Esseri umani considerati scarti.

Dall’altra parte ci sono quelli che urlano contro il miliardario ebreo Soros, in combutta con i Saggi di Sion per la sostituzione etnica dell’Europa. Ci sono quelli di Verona, amanti della famiglia cosiddetta “tradizionale”, un uomo e una donna, anche se di famiglie ne possiedono più d’una. Quelli che pensano che i gay vadano curati e messi al rogo, se non si convertono. Reazionari, che incontrano soltanto l’opposizione di giovani schifati da tutto questo.

E poi ci sono gli indifferenti, costituiti come una cultura specifica, una bolla sociale che sta diventando l’habitat quotidiano, il liquido sociale in cui galleggiano gli egoismi.

Il fascismo sta tornando, in forme diverse da quelle storiche che conosciamo, sul quale non abbiamo un sapere consolidato che ci permetta di vedere cosa succederà nel prossimo futuro.

Il vento che si leva dalla destra estrema a partire dal contratto di governo giallo-verde, avrà conseguenze politiche a breve. Anche se le parole e gli slogan dicono ben poco di quello che sta accadendo sia intorno a noi che dentro di noi.

Saranno le ragazze e i ragazzi adolescenti a farci aprire gli occhi sulla deriva autoritaria che attraversa l’Europa?

Comunque la storia ci dice che i fascismi finiscono tutti in Piazzale Loreto.

A. Montanaro

Image: ‘Nous voulons des Coquelicots! +++++++++++DSC_5125_edit’ Nous voulons des Coquelicots!                    DSC_5125_edit Found on flickrcc.net

25 aprile liberiamo l’Italia liberiamo l’Europa

25 aprile liberiamo l’Italia liberiamo l’Europa

Giulia Lombardi era una partigiana. E’ stata trucidata dai nazifascisti nel 1944. Aveva 22 anni. 

Come tante e come tanti della sua generazione, lottava per la libertà! 

Noi oggi continuiamo a lottare per la stessa libertà

I nazifascisti di oggi hanno bruciato la statua dedicata alla memoria di Giulia Lombardi.

Sfregiano i nostri monumenti. Fanno atti violenti e distruttivi, perché è solo questo che i fascisti portano nel mondo: violenza e distruzione

Loro bruciano, noi costruiamo!

Le nostre nonne e i nostri nonni partigiani ce lo hanno insegnato: la libertà è una scelta di parte! La libertà è una scelta di campo!

E’ sulla libertà, sul diritto all’autodeterminazione, sulla giustizia sociale, che vogliamo costruire.

La liberazione è la nostra scelta di campi tutti i giorni, nelle nostre vite. 

Come donne e uomini, come lavoratori e lavoratrici.  

Lo facciamo a partire dai nostri bisogni e desideri, ma soprattutto lo facciamo INSIEME

L’Europa sta diventando nera. Violenta come quelli che sfregiano la nostra memoria. 

I fascisti vogliono fare a pezzi quel che resta del progetto europeo, che nell’ideale dei compagni e delle compagne della Resistenza era un progetto di convivenza e di unione fra i popoli.

L’Europa dei popoli uniti è stata importante per la generazione che ha pagato la democrazia con il sangue e con la vita.

Capitalisti, banchieri e burocrati hanno fatto a pezzi quell’ideale già da molto tempo.

Hanno usato l’Europa per distruggere quello per cui partigiane e partigiani hanno lottato: il sistema di giustizia sociale più avanzato al mondo.

Hanno usato l’Europa per i loro profitti, per le loro merci, per il vantaggio di pochi a discapito dei molti.

La povertà, la distruzione del territorio, l’emarginazione. Questo è il risultato.

Dobbiamo invertire la rotta!

Non si tratta di redistribuire la ricchezza. Si tratta di restituire quello che ci è stato rubato!

Ci hanno rubato il frutto del nostro lavoro, ci hanno rubato il sistema sanitario nazionale, ci hanno rubato il diritto alla pensione.

Devono restituirlo!

Devono restituirci il maltolto: vogliamo una tassa grandi patrimoni!

Il corpo delle donne, è al centro di questa battaglia

Noi siamo quelle hanno meno possibilità di trovare lavoro

Noi siamo quelle a cui più è destinato il lavoro precario, il lavoro nero, il lavoro sottopagato

Noi siamo quelle che perdiamo il lavoro quando rimaniamo incinte, noi siamo quelle che si prendono cura della vita

Vogliono toglierci il diritto all’aborto sicuro, lo stanno già facendo. Li abbiamo visti e sentiti a Verona, i fascisti alleati con i fondamentalisti cattolici

Svegliamoci dnne donne, alziamo la testa!

Riprendiamoci l’Europa, perché l’Europa sia femminista, antirazzista ed ecologista.

E’ il momento di fare una scelta partigiana

E. Cirant

Le idi di marzo

Le idi di marzo

Inquinatori professionisti del clima tra ecologia e politica.

Sull’esempio della sedicenne svedese Greta Thunberg, migliaia di adolescenti hanno manifestato per il clima nel mondo.

Molti scienziati hanno lanciato l’allarme da molto tempo su problematiche molto serie, che riguardano l’intera umanità, e i governanti ancora non riescono ad accordarsi per risolverle.

La soluzione richiederebbe di cambiare tutto il sistema di produzione e di consumo, incluse le nostre abitudini. Ma soprattutto richiede di frenare le multinazionali petrolifere che governano l’inquinamento del pianeta, insieme all’industria che inquina senza pagare dazio ma negando sistematicamente il problema.

Ci sono anche altri inquinatori professionisti che si aggirano in questo mese di marzo e sono i fautori del Congresso mndiale delle famiglie che si terrà a Verona, iniziativa che vede riunite le associazioni fondamentaliste cattoliche cosiddette “pro-vita”, anti-abortiste, sostenitrici di una famiglia che non esiste più, contrarie alle unioni omosessuali.

Iniziativa presa dal Ministro Fontana, con l’avallo di Simone Pillon e Matteo Salvini, in buona compagna di molti rappresentanti di leader europei che si identificano nel sovranismo internazionale.

Questa rete suprematista internazionale che si identifica nell’eco degli slogan xenofobi di Trump-Putin “Dio, patria e famiglia”, pronti a cavalcare odio e paura per spianare la strada all’uso delle armi, deformando la storia, idealizzando un passato medievale.

Anche questo ci mette di fronte a un bivio tra violenza e pace. Le parole d’odio generano spirali distruttive.

Così si è sdoganata la strage neozelandese, con 40 esseri umani abbattuti in due moschee. La carneficina è stata mediata per catturare l’attenzione planetaria sul manifesto dei fautori dell’idea della sostituzione etnica delle nazioni cristiane da parte dell’Islam.

Questo sottobosco reazionario si sta trasformando in un movimento di massa, un territorio senza controllo che permette che al video mostruoso girato da Tarrant di circolare senza essere fermato in tempo.

Il dilagare di questi messaggi nella “fasciosfera” ha reso potente su internet la voce dell’odio e dell’intolleranza. Come nei documenti video dell’Isis, anche i sovranisti usano un linguaggio diretto, un messaggio immediato, formati secondo i codici della comunicazione online, come fanno i nostri governanti Lega-5stelle.

Fermiamoli ora!

Angelo Montanaro

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L’orda razzista

L’orda razzista

I forgotten man, uomini dimenticati ai margini e sacrificati sull’altare dell’odio. E la muffa maleodorante leghista che dilaga da nord a sud.

L’eurocene che dirige la compagine liberista dell’Unione europea e che sicuramente cesserà di vivere nelle elezioni prossime, quando a cavalcare l’onda dell’Europa ordo-liberista si rischia di far saltare tutto.

Siamo come Philead Fogg nel suo giro del mondo, quando per mancanza di combustibile si mette a smantellare parti della nave per alimentare le macchine: metafora evocatrice del disastro che si realizza per un’opera fatale e autodistruttiva, quella di consumare le proprie fondamenta.

Siamo nel pieno di una guerra civile di pensiero in cui bisogna schierarsi, in cui la verità entra in campo contro l’opinione razzista dilagante. Nel selfismo virtuale si mostrano tutte le pulsioni del vassallaggio mediale rispetto al reale. Nell’avvento dei nuovi giacobini Lega-5S il reale è presentato come futuro regno della felicità, mentre si può dedurne che sarà l’avvento del regno del crimine sociale.

L’internazionale xenofoba-razzista che si coalizza in Europa da M. Le Pen-Orban-Salvini con il gruppo di Visegrad, sfrutta l’età della rabbia dei cittadini in una miscela di rancori e odio, invidie e sentimento di umiliazione, che in questa fase espongono le persone alla demagogia e a nuove forme di autoritarismo e sciovinismo.

I ritardatari della democrazia con le loro idee retrò hanno portato qui il suprematismo trumpiano attraverso il suo rappresentante Bannon, con Breitbart in Europa.

Mentre leader osservanti della Casaleggio fomentano cyberguerre, leader in movimenti di intolleranza etnica, malati di dissociazione psicotica, sostengono in area governativa politiche discriminatorie verso migranti e rifugiati, e legiferano una selezione umana basata sul “sono troppi”, “sono tutti terroristi”.

Questo vizio di superbia nel credersi superiori che disumanizza gli altri, morti nel Mediterraneo che neppure meritano di essere pianti. In questa involuzione arida, nella tragica realtà di questa usurpazione umanitaria, il governo giallo-verde fa la parte di Joker, il pericoloso buffone che minaccia Gotham Europa.

Angelo Montanaro

Image: ‘Resist Racism’
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Cretinocrazia e neo-fascismo

Cretinocrazia e neo-fascismo

Governo Lega-5S-Casaleggio. Dopo mesi si comincia a capire chiaramente l’orizzonte verso cui lo dirigono i suoi principali protagonisti, cioè la coppia Salvini-Di Maio, con il contorno dei vari sottopancia addetti alla comunicazione-propaganda volta a magnificare le sciagurate azioni messe in atto.

Attraverso il decreto sicurezza indirizzano l’odio verso migranti e diversi e sequestrano naufraghi a bordo di navi di salvataggio, mentre una corale di “cuculidi e canis latrans” incitano ad additare con dichiarazioni guerriere la Francia, nemico di turno.

Ogni giorno si cerca un nemico da odiare, come nelle nouvelle pièce del teatrale sovranismo italico.

Si accodano strateghi dei frati-d’Italia con la proposta di un blocco navale alla Libia, scemenze che trovano creduloni nella tifoseria destrorsa.

Il sequestratore di navi in tournée con divisa da miliziano viene accolto, con baciamano incluso, da folle preparate per il grande evento, dove promette ordine e disciplina ed onestà, dimenticandosi dei milioni rubati dal suo partito.

È tutto uno storytelling con bacioni per gli avversari della sua azione di governo, che ricorda un altro baciatore di professione, “Cuffare vasa-vasa”, finito in digrazia.

Atmosfere cupe si affacciano all’orizzonte, con alcuni giornali che insultano i gay (sempre che “Libero” si possa definire un giornale!), senatori che postano i “savi di Sion” (vedi E. Lannutti), un falso inventato nell’epoca zarista per poter attuare i pogrom verso gli ebrei, usato anche dai nazisti in Germania.

Cos’altro deve accadere perché cittadini e cittadine comincino a prendere coscienza del buco nero in cui ci siamo cacciati? Quante altre aggressioni devono avvenire prima che si cominci a chiedersi come agire contro l’inciviltà di questi governanti che stanno portano il paese nel triste passato già vissuto?

Dopo questi mesi passati nell’inazione, con un’opposizione che permane nel coma in cui è caduta, prima che sia troppo tardi bisogna organizzarsi per fermare questa deriva che sicuramente ci porterà fuori dall’Europa. Che sarebbe un danno enorme, anche se questa Europa ha non poche colpe  per la politica di austerità voluta dalla Germania degli ordo-liberisti della scuola di Friburgo.

Più il tempo passa, più disumanità avanzerà. Bisogna stare con Antigone per rimanere umani.

A. Montanaro

 

Image: ‘No Place
No Place
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La peste in Europa

La peste in Europa

Lentamente da anni in Europa l’infezione pestifera reazionaria opera indisturbata, non trovando ostacoli. Pochi e inascoltati i cittadini democratici che non si lasciano impregnare dall’odio verso islamici e africani che nutre e sostiene le teorie sovraniste.

Gli untori della peste sono i presidenti dei paesi cosiddetti di destra, come la Lega di Salvini (detto il capitano) che si impone in continuazione come protagonista in ogni teatrino, meglio se in divisa da poliziotto (ma cambiando look all’occorrenza), arringando le folle virtuali che lo seguono sui social.

Alle prossime elezioni l’Europa rischia molto di grosso, viste le premesse e i programmi di questi partiti. L’odio continuamente alimentato rischia di travolgerci, anche se la stessa Europa ha molte colpe, a partire dalla cieca politica economica che ha messo in atto chiudendosi nel fortino del Parlamento e delle Commissioni, e senza riuscire a fare una riflessione seria sul proprio agire.

Prima che la violenza scoppi, bisogna mettere in atto le riforme che molti cittadini europei chiedono da anni: ad esempio, azioni di rinforzo ai sistema di welfare nazionali, sempre più deprivati anche in ottemperanza alle politiche di contenimento del debito che vanno a pesare sulle fasce più deboli; cooperazione, cogestione e rinforzo delle politiche di accoglienza, revisione del Trattato di Dublino.

I segnali del possibile scoppio della violenza ci sono tutti. L’assassinio, il 14 gennaio scorso, di Pawel Adamowicz – sindaco di Danzica promotore dei diritti di migranti e persone LGBTI – è un segnale della virulenza che rischia di scatenarsi contro i democratici. Questo ci riguarda tutti. Anche in Italia, dove il segnale sono gli atti di violenza contro “africani” e diversi.

Ci sono responsabilità ben precise di chi arma questi violenti. In Polonia il partito di Jaroslaw Kaczynski è il principale artefice dell’odio. Il poliziotto Salvini è andato in visita, forse lo trova simpatico.

Il Movimento 5 stelle M5S-Casaleggio che governa con la Lega trova normale che il primo alleato provochi in continuazione magistrati, sindaci, presidenti che non la pensano come lui?

La rivoluzione pentastellata ha già fallito il suo credo. Una volta toccato l’inebriante potere, si comportano come tutti e tacciono del comportamento eversivo del loro alleato.

Tocca ai cittadini democratici salvare l’Europa dall’orrore della peste, prima che crolli tutto.

A. Montanaro

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