L’orda razzista

L’orda razzista

I forgotten man, uomini dimenticati ai margini e sacrificati sull’altare dell’odio. E la muffa maleodorante leghista che dilaga da nord a sud.

L’eurocene che dirige la compagine liberista dell’Unione europea e che sicuramente cesserà di vivere nelle elezioni prossime, quando a cavalcare l’onda dell’Europa ordo-liberista si rischia di far saltare tutto.

Siamo come Philead Fogg nel suo giro del mondo, quando per mancanza di combustibile si mette a smantellare parti della nave per alimentare le macchine: metafora evocatrice del disastro che si realizza per un’opera fatale e autodistruttiva, quella di consumare le proprie fondamenta.

Siamo nel pieno di una guerra civile di pensiero in cui bisogna schierarsi, in cui la verità entra in campo contro l’opinione razzista dilagante. Nel selfismo virtuale si mostrano tutte le pulsioni del vassallaggio mediale rispetto al reale. Nell’avvento dei nuovi giacobini Lega-5S il reale è presentato come futuro regno della felicità, mentre si può dedurne che sarà l’avvento del regno del crimine sociale.

L’internazionale xenofoba-razzista che si coalizza in Europa da M. Le Pen-Orban-Salvini con il gruppo di Visegrad, sfrutta l’età della rabbia dei cittadini in una miscela di rancori e odio, invidie e sentimento di umiliazione, che in questa fase espongono le persone alla demagogia e a nuove forme di autoritarismo e sciovinismo.

I ritardatari della democrazia con le loro idee retrò hanno portato qui il suprematismo trumpiano attraverso il suo rappresentante Bannon, con Breitbart in Europa.

Mentre leader osservanti della Casaleggio fomentano cyberguerre, leader in movimenti di intolleranza etnica, malati di dissociazione psicotica, sostengono in area governativa politiche discriminatorie verso migranti e rifugiati, e legiferano una selezione umana basata sul “sono troppi”, “sono tutti terroristi”.

Questo vizio di superbia nel credersi superiori che disumanizza gli altri, morti nel Mediterraneo che neppure meritano di essere pianti. In questa involuzione arida, nella tragica realtà di questa usurpazione umanitaria, il governo giallo-verde fa la parte di Joker, il pericoloso buffone che minaccia Gotham Europa.

Angelo Montanaro

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Cretinocrazia e neo-fascismo

Cretinocrazia e neo-fascismo

Governo Lega-5S-Casaleggio. Dopo mesi si comincia a capire chiaramente l’orizzonte verso cui lo dirigono i suoi principali protagonisti, cioè la coppia Salvini-Di Maio, con il contorno dei vari sottopancia addetti alla comunicazione-propaganda volta a magnificare le sciagurate azioni messe in atto.

Attraverso il decreto sicurezza indirizzano l’odio verso migranti e diversi e sequestrano naufraghi a bordo di navi di salvataggio, mentre una corale di “cuculidi e canis latrans” incitano ad additare con dichiarazioni guerriere la Francia, nemico di turno.

Ogni giorno si cerca un nemico da odiare, come nelle nouvelle pièce del teatrale sovranismo italico.

Si accodano strateghi dei frati-d’Italia con la proposta di un blocco navale alla Libia, scemenze che trovano creduloni nella tifoseria destrorsa.

Il sequestratore di navi in tournée con divisa da miliziano viene accolto, con baciamano incluso, da folle preparate per il grande evento, dove promette ordine e disciplina ed onestà, dimenticandosi dei milioni rubati dal suo partito.

È tutto uno storytelling con bacioni per gli avversari della sua azione di governo, che ricorda un altro baciatore di professione, “Cuffare vasa-vasa”, finito in digrazia.

Atmosfere cupe si affacciano all’orizzonte, con alcuni giornali che insultano i gay (sempre che “Libero” si possa definire un giornale!), senatori che postano i “savi di Sion” (vedi E. Lannutti), un falso inventato nell’epoca zarista per poter attuare i pogrom verso gli ebrei, usato anche dai nazisti in Germania.

Cos’altro deve accadere perché cittadini e cittadine comincino a prendere coscienza del buco nero in cui ci siamo cacciati? Quante altre aggressioni devono avvenire prima che si cominci a chiedersi come agire contro l’inciviltà di questi governanti che stanno portano il paese nel triste passato già vissuto?

Dopo questi mesi passati nell’inazione, con un’opposizione che permane nel coma in cui è caduta, prima che sia troppo tardi bisogna organizzarsi per fermare questa deriva che sicuramente ci porterà fuori dall’Europa. Che sarebbe un danno enorme, anche se questa Europa ha non poche colpe  per la politica di austerità voluta dalla Germania degli ordo-liberisti della scuola di Friburgo.

Più il tempo passa, più disumanità avanzerà. Bisogna stare con Antigone per rimanere umani.

A. Montanaro

 

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No Place
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La peste in Europa

La peste in Europa

Lentamente da anni in Europa l’infezione pestifera reazionaria opera indisturbata, non trovando ostacoli. Pochi e inascoltati i cittadini democratici che non si lasciano impregnare dall’odio verso islamici e africani che nutre e sostiene le teorie sovraniste.

Gli untori della peste sono i presidenti dei paesi cosiddetti di destra, come la Lega di Salvini (detto il capitano) che si impone in continuazione come protagonista in ogni teatrino, meglio se in divisa da poliziotto (ma cambiando look all’occorrenza), arringando le folle virtuali che lo seguono sui social.

Alle prossime elezioni l’Europa rischia molto di grosso, viste le premesse e i programmi di questi partiti. L’odio continuamente alimentato rischia di travolgerci, anche se la stessa Europa ha molte colpe, a partire dalla cieca politica economica che ha messo in atto chiudendosi nel fortino del Parlamento e delle Commissioni, e senza riuscire a fare una riflessione seria sul proprio agire.

Prima che la violenza scoppi, bisogna mettere in atto le riforme che molti cittadini europei chiedono da anni: ad esempio, azioni di rinforzo ai sistema di welfare nazionali, sempre più deprivati anche in ottemperanza alle politiche di contenimento del debito che vanno a pesare sulle fasce più deboli; cooperazione, cogestione e rinforzo delle politiche di accoglienza, revisione del Trattato di Dublino.

I segnali del possibile scoppio della violenza ci sono tutti. L’assassinio, il 14 gennaio scorso, di Pawel Adamowicz – sindaco di Danzica promotore dei diritti di migranti e persone LGBTI – è un segnale della virulenza che rischia di scatenarsi contro i democratici. Questo ci riguarda tutti. Anche in Italia, dove il segnale sono gli atti di violenza contro “africani” e diversi.

Ci sono responsabilità ben precise di chi arma questi violenti. In Polonia il partito di Jaroslaw Kaczynski è il principale artefice dell’odio. Il poliziotto Salvini è andato in visita, forse lo trova simpatico.

Il Movimento 5 stelle M5S-Casaleggio che governa con la Lega trova normale che il primo alleato provochi in continuazione magistrati, sindaci, presidenti che non la pensano come lui?

La rivoluzione pentastellata ha già fallito il suo credo. Una volta toccato l’inebriante potere, si comportano come tutti e tacciono del comportamento eversivo del loro alleato.

Tocca ai cittadini democratici salvare l’Europa dall’orrore della peste, prima che crolli tutto.

A. Montanaro

Monopoli una città che non c’è

Monopoli una città che non c’è

Un amabile prete amante di adolescenze negate, per l’arrivo del natale, in accordo con il Movimento per la vita di Monopoli, proietta di nascosto e senza avvisare le autorità scolastiche un noto film dell’orrore sull’aborto.

“L’urlo del silenzio” è un vecchio film del 1984, prodotto in America dalle destre neo-con, che viene regolarmente usato dagli anti-abortisti italiani come “lezione di educazione sessuale” per gli adolescenti. Non c’è niente da ridere. Si tratta di un film contenente false informazioni utilizzato per incutere paure e condizionare giovani di 14-15 anni che non hanno ancora gli strumenti critici per analizzare quanto viene proiettato.

Dopo la denuncia di due parlamentari che hanno chiesto al ministro dell’istruzione di indagare sul fatto, le notizie sui giornali hanno mosso un poco i cittadini di Monopoli. Così i settimanali locali che avevano ignorato i fatti sono stati costretti a pubblicare resoconti decantati, tanto per non turbare il natale. Anche la Tv7 locale ha dedicato una seduta con il dottor L. Abbaticchio, garante per l’infanzia, in una trasmissione condotta dal Vespa locale “ferroviere” a tempo perso.

Dopo le dure reazioni dei sindacati della scuola, anche il preside ha finalmente preso le distanze, silenzioso prima e ciarliero dopo.

Il preside M. Cazzorla deve scusarsi con le famiglie e gli alunni della sua scuola per le frequenti intrusioni di questi movimenti nella sua scuola, visto che non è la prima volta.

Lo stesso prete Don Oronzo Negletto deve essere immediatamente espulso dall’istituto.

Dal 1978 l’aborto è regolamentato dalle istituzioni italiane e ancora non si danno pace questi movimenti talebani che negano il rispetto di una legge dello Stato.

In una scuola moderna si dovrebbe abolire l’ora di religione, perché chi vuole frequentare le religioni può benissimo andare nelle chiese o nelle moschee dove l’insegnamento può essere assicurato.

La stessa amministrazione cittadina è rimasta silente per un bel po’ di tempo prima che che alcuni esponenti si decidessero a fare timide dichiarazioni di presa di distanza.

Monopoli nella sua sonnolenza civile si mostra per quello che è sempre stata: una città magliara senza cultura civile, menefreghista e individualista, qualunquista e dedita solo al commercio turistico.

A. Montanaro

 

Realtà simulata

Realtà simulata

Realtà simulata ed hackeraggio degli umani è quanto stiamo vivendo. Grazie all’uso dei big-data e delle tecniche di apprendimento automatico, siamo osservati nei nostri movimenti, negli acquisti, nelle nostre relazioni, in una manipolazione senza alcuna possibilità di contrasto. Si vive in una narrazione, come in Matrix, o nel Truman Show, o nelle sequenza della Casaleggio associati del governo giallo-verde.

Molti di quelli che si definiscono “rivoluzionari digitali” gestiscono portafogli ben assortiti di bugie, che combinano a seconda delle necessità. Basta entrare nel supermercato giusto, come in Willow, la favola di Gorge Lucas, per sognare di avere il potere.

Miti religiosi, déi e paradisi, miti nazionalisti sulle piccole patrie (Lega), miti capitalisti sulla globalizzazione finanziaria, miti romantici di avventura, e consumo ossessivo. In tutte queste finzioni la realtà è simulata costantemente, mentre attraversiamo una fase di decadenza in tutti i sensi.

Navighiamo su una scialuppa di naufraghi lontani dall’approdo della salvezza.

Mentre il governo dei ragazzotti, i sirenetti e i lupi mannari alla Salvini si esibisce nel melodramma tutto i italiano delle catastrofi, dal terremoto al ponte di Genova, promulgando leggi che in pochi giorni sono già consunte.

Melodrammi italiani, con profusione di lacrime e sangue innestate su una saga di complottismo e presunte congiure dei “poteri forti” contro il governo e la rivoluzione giallo-verde. Tutto viene recitato come fosse una società a responsabilità limitata, nella retorica del contratto firmato davanti all’avv. Conte come un funzionario notarile.

La grande industria dell’Hocus pocus produce a getto continuo per renderci obbedienti e per farci credere al ritorno dell’Angelus Novus nel’era del nuovo fascismo impersonato da Salvini.

In questi tempi di odio e di recitazioni razziste e di politiche anti-umane, i cittadini non possono che iniziare un cammino di risveglio (i francesi lo stanno facendo?), il resto seguirà.

A. Montanaro

 

 

Dezinformacja

Dezinformacja

Disinformazione e fascismo. Nell’ecosistema dei social network e delle fake news non è stato difficile per bot e troll pilotati da Mosca influenzare le opinioni pubbliche, facendo leva sul malessere, in una società disillusa dall’economia in crisi.

L’Izborsk Club, un gruppo di studiosi fascisti che ispirano Putin, fautori dell’idea dell’Eurasia, figurano membri continuatori della filosofia di Ivan Il’in, questi: Dugin, Glaziev e Tichon Sekunon, il monaco preferito di Putin, fautore dell’idea che Putin reincarna: Volodimir Valdmarr di Rus‘.

Il fondatore dell‘Izborsk Club ero lo scrittore fascista Aleksandr Prokhanov, che al pari di Dugun ripeteva le idee di Carl Schmitt, idee che ritroviamo nell’ideologo delle destre sovraniste europee: Alain De Benoist.

Il filo conduttore che lega queste menti è nella visione del ritorno della potenza russa nella forma fascista precisata da Ivan Il’in, realizzabile quando una nazione immersa nella menzogna della propria innocenza può imporre e nutrire un amore totale per se stessa.

A collegare queste idee ai sovranisti europei del gruppo di Visegrad, con Orban e soci, è il marchio del nazionalismo. Mentre Salvini e Le Pen usano il vecchio concetto elaborato dallo stratega Lee Atwate di “negazione plausibile” applicandolo a tutti gruppi identificati come “diversi” (Rom, stranieri, etc): un nemico da incolpare per qualsiasi cosa si trova sempre. “L’ignoranza genera innocenza”.

La strategia del cuculo digitale per demolire l’Unione europea viene diffusa da Marine Le Pen che la utilizzò durante una sua visita a “Mosca 2013” con Richard Spencer, il principale suprematista bianco. Così l’estrema destra europea si lega con il variegato mondo fascista per mettere in atto lo smembramento dell’Europa.

Il coordinatore in Europa di questa strategia è Steve Bannon, finanziato da oligarchi come i Koch, Mercer, Murdoch e Trump. Se la globalizzazione è venuta a coincidere con la politica dell’inevitabilità e con la disuguaglianza economica,  questa non solo significa povertà, ma mancanza di democrazia.

Come disse Warren Buffet: “C’è la guerra di classe, è vero, ma è la mia classe – i ricchi – che sta facendo la guerra, e la stiamo vincendo“. Così la strategia del nazionalismo-populista la cui origine è da ricercarsi nel collasso delle istituzioni democratiche.

Invasi da post-verità siamo confinati in una casella nel gioco dell’oca dell’esistenza, nutriti dal pensiero binario per tenerci ingabbiati e in attesa di un’altra casella.

A. Montanaro

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Have a Gander by Gooseneck
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