Giochi di guerra

Giochi di guerra

Da tempo l’orso russo era in un lungo letargo, nel tempo la Nato spostava verso est le sue strutture politico-militari, sperando che l’orso non si svegliasse. Calcolo sbagliato, errore che oggi è sotto gli occhi di tutti. Non si può capire come giocare con l’Ucraina non poteva passare inosservato.

La questione dei legami storici tra Ucraina e Russia avrebbe dovuto essere gestita con prudenza, invece l’Europa sempre servile verso verso gli USA ha chiuso gli occhi e la mente. Oggi siamo in piena guerra scatenata da Putin che non aspettava altro.

Mentre gli USA soffiano sul fuoco sperando che Putin si trovi in un pantano, senza calcolare morti e distruzioni immense, noi europei beliamo smarriti come un gregge in cerca di pastore. Ci comportiamo come il cartone animato di beep-beep e Willy il coyote, con le reti televisive invae da tittologi, maghi e guerrafondai. Il solito teatrino dell’italietta, in pieno stile nazional-popolare.

Se in passato l’Europa era stata troppo accogliente verso quei paesi che si erano staccati dalla Russia verso la propria indipendenza, anche con risultati ambigui (vedi Ungheria e Polonia sulla democrazia), come pure il loro ingresso nella Nato, se lo scioglimento del Patto di Varsavia voleva dire il disarmo della Russia, qualcuno ha sbagliato strategia.

Se la Nato ieri ha appoggiato tutte le guerre degli Usa, vedi l’Afghanistan, Iraq e compagnia bella, oggi le rogne dal sono molto più serie, (perlomeno dal punto di vista dei paesi Nato).

Da devozionisti incatenati con questa ennesima merdosa guerra che potrebbe espandersi anche in tutta Europa, con una pandemia ancora da superare, assomigliamo sempre più all’isola del pesce addormentato (Simdbad).

A. Montanaro

Immagine da Flickr, mini malist, "Balance of terror": https://bit.ly/3i24PqS
Pruderie della Toskà

Pruderie della Toskà

L’esplosiva spirale che si autoalimenta nel capitalismo globale punta verso il collasso sociale, ecologico e persino soggettivo, in quanto il dinamismo totale e l’attività frenetica coincideranno con l’immobilità totale.

In attesa del nuovo vento siamo come il marinaio di Seneca, “non sappiamo dove andare”. Mentre i vermi roditori sono all’opera per bloccare il ritorno all’innocenza e se le macchine (IA) vincono, l’essere umano perderà i suoi valori sociali e economici.

L’errore della post-umanità consiste nel non immagazzinare nessuna esperienza nel vissuto. Si azzera la memoria narrativa e con essa la possibilità di ricordare, a favore della memoria additiva tipica dei dispositivi digitali. Nel feticismo dell’informazione veicolata dall’infosfera si raggiunge una beata stupidità che ci disorienta.

L’ignoranza come nucleo primario della vita, la precondizione della sua prosperità nel ciò che è vivo. Mentre i post-umanisti non sanno cos’è la vita.

Nella digitalizzazione si perdono le capacità della contemplazione, perdente il silenzio e la magia come chiave della felicità.

L’impianto dello smartphone depaupera la vista, accecando e distruggendo l’altro che si sottrae e si ritira in una bolla narcisistica, per proteggersi dall’altro se stesso. Così nel regime neoliberista dove non c’è repressione, ma permissività e seduttività, ci sfruttiamo da soli con passione, credendoci realizzati.

Un regime fondato sul like come rosario digitale e di preghiere e una nuova religione velenosa per rendere i sogni sgradevoli, e morire gradevolmente.

Questo teorema virtuale già nel 1922 Aleksei Gustav lo aveva preconizzato. Uno scenario in cui l’umanità e le macchine si sarebbero fusi. Attualizzando il teorema all’oggi si può dire che distruggendo il passato non rimane che il “futuro nell’istante” (Shakespeare).

A. Montanaro

Immagine: https://flic.kr/p/tYKwv 
I commedianti

I commedianti

Si dice che Dio è morto, ma la vecchia mummia ha tentato una resurrezione. Scampato pericolo per la presidenza della Repubblica di un piduista. Mandato in restaurazione al S’Rafael, si sono aperte le gare per il titolo.

I concorrenti Achille-Salvini e la tartaruga-Meloni si producono sul palcoscenico nazionale per la somministrazione del lassativo al cioccolato. Dopo fallimenti e fiaschi abbandonano il palcoscenico con le ossa rotte.

Entrano in scena nuovi guitti in una sarabanda di vecchi commedianti della politica democristiana del “tutto cambia per non cambiare niente”.

Per giorni i teatranti si sono esibiti in dichiarazioni e pruderie che ricordano gli attori del neorealismo romano. Dal parlamento afflitto da entropia cronica in un tumulto disperato è arrivata la non-soluzione per la presidenza della Repubblica. Non si cambia per niente, tutto resta come prima. Tutti salvi nel non governo.

Nella grave situazione delle porte dell’Europa, con una possibile guerra, con una pandemia che uccide centinaia di cittadini, i nostri eroi decidono di non decidere.

I cittadini decideranno finalmente di mandare al parlamento persone serie e non avvocaticchi e altr* pseudoprofessionist* senza futuro?

Non ci meritiamo questi commedianti che ci hanno procurato danni umani che pagheranno le nuove generazioni

A. Montanaro

Image: ‘What Would it Mean?
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Distopie umane

Distopie umane

Vivere nelle gabbi di ingrasso, nell’illusione di una vita tranquilla, in attesa del giorno in cui si finisce tutti arrosto come tacchini.

Finito il tempo del destino condiviso, ereditato dagli avi, ci avviamo velocemente verso una disintegrazione europea, sotto la spinta di forze centrifughe che si stanno moltiplicando a partire da Polonia e Ungheria, sull’esempio della Brexit.

La predominanza nel mondo della frenesia del profitto immediato, gli utili enormi che la finanza ha realizzato, mostrano come il potere del denaro favorisca i regimi autoritari. Navighiamo su zattere alla deriva, sempre a rischio di colare a picco,

Perennemente spaesati, incapaci di dominare gli eventi, diretti verso il nulla.

Così nella cecità della speranza si nasconde l’illusione di una vita reale.

La distorsione umana nella modernità ha prodotto una meccanica sociale nel retro-pensiero, cioè un meccanismo che guarda sempre all’indietro, che non avanza mail e inganna in continuazione.

Nella globalizzazione il liberismo associato alla finanza ha infestato i corpi di virus sotto forma di pandemie varie, come guerre, distruzioni immense e povertà assolute.

Esclusi dalla socialità sotto l’imposizione di distanze e separazioni, nella chiusura come strumento di difesa, diffidando dei nostri simili, anche dei congiunti, divenuti fonte di pericolo. Mentre nei cieli romani il gesuita rivoluzionario lancia strali inascoltati dai briganti che gestiscono il governo illegale.

Non ci vuole una cassandra per non dirci che non vogliamo essere tacchini, nell’ora dei cigni neri.

A. Montanaro

12 dicembre 2021. Milano non dimentica

12 dicembre 2021. Milano non dimentica

12 dicembre 2021. Milano non dimentica le stragi di Stato, l’omicidio dell’anarchico Pinelli e l’incarcerazione di altri anarchici innocenti. Le nostre manifestazioni non sono un esercizio retorico o un rituale stanco, ma un atto di consapevolezza e di resistenza. Sono uno dei modi in cui resistiamo alla cancellazione di quello che è avvenuto, in cui teniamo accesa la luce sulla verità storica. Una verità che non viene trasmessa a scuola – e infatti molte persone giovani la ignorano – e che viene continuamente messa in discussione anche dalle istituzioni, come ad esempio è successo di recente in Senato.

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