Il grigio e i dintorni

Il grigio e i dintorni

Dopo il crollo della sinistra (tanto per dire), il nuovo governo Lega-5S Casaleggio introduce un’altra visione della governance, e cioè una visione della “politica dell’eternità”.

Questa visione si fonda sul vittimismo e sulla inevitabilità. Gli altri sono i cattivi, nessuno è responsabile. Il nemico, che in questa narrazione è impersonato dall’Unione europea, interverrà ad impedire qualsiasi cosa facciamo, ostacolando la via del futuro in un ciclo che ripropone senza fine le minacce del passato.

Il governo Lega-5SnCasaleggio diffonde la convinzione che l’azione di governo – quella che loro portano avanti – non possa favorire la società nel suo complesso, ma solo metterla in guardia e difenderla dalle minacce (immigrazione, rom, sicurezza, eccetera).

Il progresso annunciato dal “governo del cambiamento” cede il passo al destino tragico.

Per fare questo i leader Salvini e Di Maio fabbricano emozioni e le manipolano: suscitano euforia e indignazione nei cittadini, distraendoli dalla propria scarsa volontà politica e annegando il futuro nel presente.

Usano la tecnologia per trasmettere una fiction politica, negando la verità cercando di ridurre la vita a spettacolo e sentimenti.

Negli anni in cui erano all’opposizione i 5Stelle-Casaleggio, coadiuvati dal guitto Grillo, hanno usato metodi propagandistici ben precisi per cucirsi addosso il mito della propria innocenza, travisando il passato storico con una schematizzazione astratta e irreale che enunciano nel presente per produrre crisi artificiali del vissuto quotidiano.

La convinzione che la tecnologia sia al servizio della libertà spiana la strada alla sua spettacolarizzazione.

Mentre covano uova avvelenate di fascismo, propugnate dal pensiero del filosofo Ivan Il’In tanto ammirato da Putin e Bannon e soci, grandi suggeritori di Salvini e company.

Dal grigio al fascismo la via è tracciata.

A. Montanaro

 

Image: ‘Mud as Art 31
Mud as Art 31
Found on flickrcc.net

Merde alors!

Merde alors!

Movimento 5 stelle. La rivoluzione stellare si sta concludendo nel disperato sforzo di non farsi cannibalizzare dalla Lega. In questo momento costellato dai cadaveri delle speranze abortite, i 5 stelle tentano disperatamente di ricostruire quella modernità artificiale creata per loro dalla Casaleggio associati.

Quanto più si addentrano nel programma di governo, tanto più gli appartenenti al Movimento 5 stelle scalzano i fondamenti sui quali la rivoluzione doveva poggiare: “Uno vale Uno”.

In realtà si è verificato il parricidio del papà Grillo, garante della purezza del movimento, mentre i più eminenti e devoti rampolli del grillismo non hanno potuto esprimere la loro realtà filiale se non diventandone i becchini. Alcuni eredi sono predestinati a divenirne il plotone d’esecuzione del prossimo futuro, dopo il fallimento della rivoluzione dell’uno vale uno senza governanza.

Ogni eroe ha il suo muro; essere movimento, ieri significava non appartenere ad alcun partito, a nessun luogo, non contare sull’aiuto di nessuno.

Oggi, più affermano di non far parte della casta dei paria, tanto più si mascherano come paria dei paria; questo è diventato il Movimento 5 stelle, nella sua costruzione di un “Bentham” morale che spazia nei principi enunciati da Gaia (Casaleggio).

Da quando è nato il governo Lega-5Stelle, molti adulatori si sono arrogati il ruolo del “Troubadour” alla corte dei vari ministeri.

Quella di stare attaccati alle maniglie del nuovo potere è un vizio tutto italiano, ed è duro a morire.

Nelle girandole degli slogan spiccano atteggiamenti poco gradevoli, che hanno il nome di “eterofobia, xenofobia, razzismo“. Mentre nei nebulosi salotti intellettuali regnano sussurri appena percettibili, nelle cucine del Governo i nuovi cuochi preparano i menù tossici per i cittadini.

FOUTEURS DE MERDE ALORS!

Image: ‘Anohter Very Odd Poop
Anohter Very Odd Poop
Found on flickrcc.net

La pazza estate giallo-verde

La pazza estate giallo-verde

Ci avviciniamo all’Equinozio d’autunno dopo un’estate giallo-verde in cui è successo di tutto, dal sequestro della nave Diciotti al crollo del ponte Morandi a Genova. Le donne hanno continuato ad essere uccise da mariti ed ex al ritmo di una ogni tre giorni, l’ultima poche ore fa.

I rivoluzionari del web non si sono riposati, hanno twittato su tutto e in ogni campo. La loro immagine bifronte è comparsa in ogni talk show televisivo, con una personalizzazione delle problematiche sociali che le ha banalizzate a slogan vuoti e inconstitenti.

Di là ministri incompetenti che generano il nulla in un vuoto politico, di qua cittadini alla ricerca di soluzioni che non arrivano, e tutti a incolpare di questo il passato governo. L’opposizione nel ruolo di famiglia Malaussène (Pennac), capro espiatorio di tutti i mali dell’Italia degli ultimi dieci anni.

Per il futuro non ci saranno sogni da realizzare, ma solo tanta superbia. Quella che nascerà dalla degenerazione del governo giallo-verde che, fornito di una carica di esistenza limitata e costretto dalle sue insufficenze, aumenterà artificialmente i propri mezzi d’azione. Come? Nascondendo la propria incapacità dietro al capro espiatorio dell’avversario politico, trasformato in nemico.

Non a caso si sono scelti un primo ministro fatto di gelatina e miscelato in continuazione da uno staff con a capo un protagonista del Grande fratello (Rocco Casalino), della Casaleggio associati. Sono loro i veri protagonisti di questo governo.

In attesa che Salvini e la Lega restituiscano il malloppo di 50 milioni scippati agli italiani (come dire “prima gli italiani”!), alla faccia di quelli che si sono illusi che i problemi dell’Italia con il suo colossale debito si sarebbero risolti con un manipolo di proto-fascisti diretti dalle comiche del Grillo parlante da Pinocchio di Collodi – salvo poi dopo riflessione scoprire che i Pinocchi sono proprio gli italiani.

Ora non ci resta che l’attesa del miracolo si trasformi in un incubo.

A. Montanaro

Image: ‘Pinocchio artwork
Pinocchio artwork
Found on flickrcc.net
Chi siamo?

Chi siamo?

In Europa, dove siamo considerati come i “beautiful people”, non siamo più tenuti a tenere segreto quello che ci rende felici, né a snobbare il nostro piacere o circondarlo di leggende. Con diritto scioriniamo le nostre gioie: vacanze meravigliose, i figli più belli, un vissuto fantastico anzi favoloso… non siamo per niente imbarazzati dalla nostra fortuna, esprimiamo la nostra gioia in termini superlativi.

Ci siamo guadagnati il diritto di vivere ignorando la realtà.

In questo inferno mimetizzato si disprezza se stessi e si onora la professione di dispregiatore. Difficile spendere una parola onesta su se stessi. Siamo stati inchiodati all’età puberale – come santi di varietà e clown provocatori, siamo disperatamente alla ricerca di numeri spettacolari. Da parassiti praticanti, sempre presenti alle tavole imbandite delle degustazioni politichesi.

I pifferai del momento, il duo Salvini-Di Maio, sull’onda della vittoria elettorale preparano riforme rancorose e maligne. Intenti a rimestare in quei sentimenti malevoli che allignano dove non ci si sente apprezzati per talento, prestigio, ruolo professionale, etc.

Nell’era della contro-rivoluzione leghistogrillina, è il Prozac il nuovo valore spirituale cui votarsi mentre, al seguito dei pifferai, precipitiamo in un orizzonte disumanizzato e nichilista, affollato da immagini pornografiche e volgari, abitato da esseri umani standardizzati, tanto privi di spessore quanto assetati di rivincite meschine.

Quel che rimane di un popolo, nella post-storia, è una molteplicità di individui “ri-animalizzati” e infantilizzati che si schierano contro carichi di umanità navigante in cerca di protezione che non arriverà.

Negando approdi e alzando barriere armate d’odio.

Sono gli stessi agenti svisceratori di paure che portano alla paranoia sociali cittadini affamati di sicurezza, predicatori sempre pronti ad indicare l’invisibile nemico.

Coperti da un velo d’ignoranza i cittadini seguono questi pifferai verso chimere già conosciute nel passato storico e rimodellate un un fascismo logico.

Who are we?

A. Montanaro

Image: ‘Las manos del flautista
Las manos del flautista
Found on flickrcc.net

Assassini gentili e vittime discrete

Assassini gentili e vittime discrete

Sono deliranti eccellenti creatori di anti-valori, i nuovi governanti.

Nella realtà virtuale ci credono e al tempo stesso la producono, formulando racconti decorativi attraverso la propagazione continua di slogan. Speranze paludate per ingannare in un assoluto piattume dove la vita si crea nel delirio e si disfa nel totalitarismo.

L’inferno è un rifugio, in confronto a questo a vuoto prostrato, in cui nulla ci trattiene se non lo spettacolo delirante di un Ministro dell’interno che colma il vuoto della coscienza con una malattia di cui non ci ricordavamo più: il razzismo come medicina per la superba inutilità dell’esistenza.

I nuovi padroni del potere si sono insediati nell’agonia desolata di Roma. Si rispecchiano negli occhi vuoti dei busti di marmo e negli idoli in declino. Sono esperti di disinganni e si circondano di folle festose di cortigiani, fuoriescono da lupanari scettici e da circhi crudeli per dilagare in un fervore di democrazia morente.

Sono gli eredi di GobineauDavenport, che sognano acque benedette per annegare l’umanità indesiderata.

Così questo crimine diventa uno svago che con candore viene annunciato in una cornice da esecuzione capitale.

Apriteli! Quei porti, per pulire le nebbie maleodoranti di mali provati dal virus razzista.

È l’oblio della storia passata che ci impedisce di rappresentare la pluralità dei destini simultanei. Quale peccato hanno commesso, quale colpa per esistere?

Precipitiamo nella decadenza della civiltà, nel riflesso del suo esaurimento. Viviamo di una morale astratta, imbastardita da ciarlatani muniti di ricette per guarire una prostrazione incurabile e generalizzata.

La menzogna è l’illusione attraverso cui crediamo di comunicare, saltimbanchi artefici di una ciarlataneria sapiente. Si è “civilizzati” nella misura in cui si esibisce la propria lebbra razzista, tanto più si vomita fiele.

In questi paradossi incorniciati dalla caricatura del sublime, emerge la visione di una piazza da impiccagioni con il patibolo pronto per le prossime carcasse.

A. Montanaro

Vai alla barra degli strumenti