Nel giorno prima del tramonto del sole, al giorno dopo la nuova luna.
La talpa della terronia alle talpe del profondo nord.

Clima torrido all’uscita di “Underground nei cieli del sud”.
Mi manca una certa serenità nel descrivere il clima di invidia e di critica “acida” per aver osato scrivere una storia di un mondo di giovani di altri tempi.
I primi a mostrare sdegno sono stati i cosiddetti intellettualiii!! “Organici” . Genere mai estinto a Monopoli.
Hanno cominciato col dire “come si permettono” di scrivere quella storiaccia. Loro “maitre a penser” di terronia si sono eventualmente trovati spiazzati di fronte a quattro “talpine“ che scavano gallerie di sapere sotto le fondamenta del quieto vivere.
Ora “ca va sans dire” che il messaggio giunge all’indirizzo di una congrega di crapule con lauree incorniciate alle pareti,  nell’immobilità del quieto vivere.

Questo ha irritato naturalmente non poco i nostri eroi.
Invece di occuparsi della miseria culturale che Monopoli soffre si distinguono come gallinelle defecanti per fare bella figura.
Loro che possiedono metriche librerie  nulla dicono della Biblioteca Comunale chiusa da anni dove quelli che  possiedono pochi libri andavano a consultare testi sgretolati dal molto uso.

Siamo invasi e soffocati da una urbanistica demenziale e desocializzante, disegnata da tecnici impazziti legati al potere economico-edilizio. Luoghi di archeologia industriale vengono demoliti per chissà quali piani egocentrici-edil-economici.
Loro zitti!
Tutti proni nei riti di conventicole (io presenzio te e tu presenzi me).

Così allegramente, mentre le ultime bancarelle del mercato ortofrutticolo verranno spostate in qualche landa periferica.
Nessuno spiega come una enorme quantità di saperi, di profumi, di socialità viene ad estinguersi.
Viva la modernità!!
Quante aggregazioni di casalinghe hanno acquisito in quella piazza esperienze e conoscenze nella gestione della spesa giornaliera: saper scegliere la miglior frutta e verdura …con il chiacchiericcio amichevole degli incontri.
Che dire di una città di mare con una flottiglia consistente di barche ma che non possiede un mercato del pesce.
Per gustare Il buon pescato bisogna andare a Savelletri oppure a Mola di Bari dove i nostri prodotti ittici vengono venduti.
Certo si può sempre andare in pescheria per acquistare pesce di poco valore  che  i grossisti forestieri lasciano ai nostri pescivendoli.

Oppure al supermercato, luoghi-non-luoghi, dove tutti in fila con il carrello comprano pesci asiatici.
Evviva!
Tutti all’insegna della dimenticanza e della perdita di saperi collettivi.
Provate a chiedere ad un ragazzo/a  quante specie di pesce conosce. I più informati vi risponderanno citando tre  o quattro al massimo, eccetto i parenti di pescatori.
Tutto questo sapere ormai disperso genera ignoranza nella vita delle nuove generazioni.

Tutto questo avviene nel silenzio assordante dei nostri “organici”. Brutta parola, neh. E i nostri eroi cosa fanno?
Come operano per elevare la cultura a Monopoli?
Scrivono libri, poesie, articoli sui giornali per analfabeti di ritorno, organizzano convegni su astratte teorie.
Sapete quante copie del libro dell’anno sono state vendute a Monopoli? Solo una (Limonov) su richiesta di un lettore informato.
L’ultimo libro di Aldo Busi l’ho trovato nascosto dietro una catasta di libri. Alla domanda del perché il commesso mi ha risposto “a causa della sua vita sessuale”.
Avete capito bene.
“El especialista de Barcelona” che concorre al Premio Strega era nascosto perché  l’autore è omosessuale.
Naturalmente mi sono incazzato e ho fatto mettere il libro in vetrina.
Le librerie a Monopoli sono off-limits perché la lettura non è stimolata, anzi viene vista con sospetto.
Informarsi, arricchirsi tramite buone letture non è nell’orizzonte dei nostri concittadini.
Leggere genera curiosità, domande.
Le domande possono dar fastidio alla classe dominante.
I nostri intellettuali partoriti da madre-disinteresse invece di incoraggiare e stimolare il sapere, la cultura, l’arte, praticano la difesa del clan di appartenenza.
Ecco perché vedono noi piccoli roditori di cultura come corpi estranei.

Passo ora alla specie di criticanti per invidia da protagonismo.

Mentre facevo le mie solite passeggiate di scogliera per programmare un intervento in “arte e territorio” mi imbatto in una sarda giacente in una pozzanghera, naturalmente è risaputo che le sarde sono sempre disponibili a consigliare per il bene altrui nell’interesse proprio… Comunque lei mi riferisce che il libro è scritto bene, che storicamente racconta fatti veramente accaduti, ma (non ridete) si poteva evitare la citazione dei nomi. Come dire che i protagonisti di quella storia si potevano tranquillamente ritenerli invisibili.
Vai a capire le sarde! Mi sono allontanato consigliandole di non prendere troppo sole, rischia di squamarsi.

Ma l’incontro più irritante mi è capitato di farlo con il “Dodo”, uccello oramai estinto, originario dell’Oceano Indiano, il cui unico esemplare è a Monopoli nicchia raccoglitrice di volatili inetti al volo.
Mi ha placcato in piazza “Mussolini” dicendomi che l’inizio del libro è falso:  il gruppo che ha iniziato il Movimento a Monopoli è stato il suo gruppo musicale. Naturalmente dopo un lungo defecamento verbale si è allontanato non dandomi il tempo di rispondergli. Mentre si allontanava lasciava una lunga scia di percolato maleodorante. “Capito mi avete?”.
Comunque l’uccello in questione fiero del proprio super-ego, essendo un Anarco-Stirneriano-Cattolico, ha promosso e partecipato alla liturgia televisiva della commemorazione del missionario P. Manghisi ucciso in Birmania (Myanmar) naturalmente per mano dei comunisti cinesi, dimenticando che l’allora Birmania era occupata da truppe giapponesi alleate della Italietta Fascista.

Come si comprende bene, l’anticomunismo oggi paga bene.
La storia ognuno la può raccontare come meglio gli fa comodo, naturalmente facendo uso di molta fantasia e menzogna.
Naturalmente si sono dimenticati di tutti i missionari, non uccisi dai comunisti, che erano al seguito dei Conquistadores portatori di civiltà,  sterminatori di popoli “incivili”. “A etre salop sa cagne toujours”

Comunque care mie talpe c’è da scavare molto nei sotterranei dove sono sepolti gli antichi saperi e le antiche memorie dei popoli oppressi.

Ora un bilancio del libro dato in pasto alle iene.

Le critiche velate sommate a quelle più feroci superano le copie vendute.
I conti non tornano.
Probabilmente pochi hanno letto il libro ma molti lo hanno criticato.
Mi sorge un dubbio!
E se ci fosse in giro qualche copia pirata o fotocopiata?
Siamo di fronte ad un colossale “Sphendone” (Ballon) per gli analfabeti.

Scusatemi ora devo andare nella caverna della grande talpa, padre-madre di tutti noi.
Quando sono arrivato sul posto nostro Padre-Madre dormicchiava, così sembrava.
Il sole del giorno prima era in cammino verso il giorno dopo.
Era seduto in posizione buddica, aveva una lunga barba e i capelli arruffati.
Mi ha sorriso dicendomi di non dirgli nulla perchè era informato.
Come ha fatto a sapere è un mistero che mi ha sempre incuriosito.
Gli ho domandato cosa dobbiamo fare.
Mi ha risposto dicendomi: ciò che stiamo facendo è imperativo e importante, non bisogna mai arrendersi, credere è quello che deve animare. Abbiamo scherzato su noi tre e la talpina che insieme formiamo il gruppo MOMI-Z.
Mi ha detto di ricordare, vedendo noi quattro, la sua “questione meridionale”.
Sta cercando di risolvere il mistero di un umano, nato un’unica volta, comprendente l’esistenza di tre esseri ognuno dei quali è uguale agli altri tre. Uno di questi è il padre di uno di loro, il figlio è tutto suo padre e il terzo figlio è stato generato dagli altri due.
Mi ha sorriso dicendomi che se riuscivo a risolvere questo imbroglio l’ umanità vivrebbe meglio.
Mentre era assorto nei suoi dubbi ho abbandonato la caverna contento che almeno noi siamo sicuramente figli suoi.

Au revoir mes Amis.

A.  MONTANARO
per la moltitudine

 

Immagine: 'Next to nothingness' 
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