Con il piano di spartizione del territorio fatto dall’ONU nel 1948 a vantaggio di Israele e senza il consenso dei palestinesi, i britannici che gestivano la Palestina lasciarono fare alle prime milizie armate ebraiche (l’Haganà, la banda Stern e l’Irgun) ripetute incursioni nei villaggi palestinesi, con morti e distruzione.

La famosa “Casa Rossa”, divenuta nel 1948 quartiere generale dell’Haganà, organizzazione armata clandestina sionista in Palestina, fu il luogo in cui un ristretto comitato diretto da Ben Gurion gestiva i piani, dall’operazione “Nachson” a Deir Yassin (Ilan Pappe). Il Palmach, nucleo terroristico dell’Haganà, si occupava di infettare i pozzi con i batteri del tifo. Le incursioni avvenivano di notte, non si dava tregua, si uccidevano donne e bambini, molti venivano deportati nei paesi vicini (Ilan Pappe). Si mise in atto l’urbanicidio, con la distruzione di città palestinesi e la costruzione di città ebraiche, sulle loro macerie. Era la concretizzazione del Piano Dalet, che terminò con l’uccisione di Folke Bernadotte per aver chiesto il ritorno dei palestinesi nei loro villaggi. Si proseguì con il sequestro da parte dei beni bancari palestinesi, venduti poi agli ebrei americani.

Si è continuato con le varie guerre di colonizzazione, con la scusa di difendersi dai paesi confinanti, come la strage di Shabra e Shatila ad opera di milizie libanesi al soldo di Israele.

Si era partiti da un focolaio ebraico teorizzato da Theodor Herzl, “padre del sionismo”, fino ad oggi. Gaza toglie il velo che per anni ha ingannato tutti i governi occidentali

Oggi si può definire Israele stato genocida, dalla deportazione (Nakba) al genocidio.

Ci sarà giustizia per tutto quello che è stato fatto al popolo palestinese? Non solo per quello che sta facendo Netanyau, ma per tutti i complici che per anni hanno massacrato i palestinesi.

Ci sarà una nuova Norimberga per tutto ciò?

A. Montanaro