Sono nato clandestino.

In famiglia clandestina, clandestini tutti i suoi membri, sono cresciuto in clandestinità, con amici e compagni clandestini anche loro.

Vivere nella clandestinità sociale comporta una sana volontà di farla pagare.

Non essendo irregimentato sono libero nei miei comportamenti sociali.

Libero di pensiero e di azione.

La mia condizione non è stata scelta, ma mi è stata imposta da un sistema di potere reazionario, sia di sinistra che di destra.

All’interno della situazione di clandestino mi sono impegnato nel liberare uno spazio di spazio di ribellione permanente, ribellione che comporterà l’abbattimento dei poteri di oppressione e la liberazione di tutti gli oppressi.

Costruire l’isola nel mare dell’oblio, dove è celato lo specchio del diavolo, dove si riflettono gli ectoplasmi del potere (Avatar).

Clandestino!

Luogo di occultamento dove si celano gli antichi libri del sapere, del piacere e del desiderio.

Clandestino!

Non luogo del blob del vissuto umano, dove nulla esiste, nessun colore brilla, nessuna luce filtra.

Clandestino!

Buco nero della vita, dove vieni risucchiato nel non vissuto.

Clandestino!

Luogo dove canto la mia vita.

Testo e immagine: A. Montanaro