Nei regimi emotivi dove si pratica la “psico-politica” le emozioni vengono orientate nella direzione favorevole al sistema.

Si deve avere paura della Russia di Putin che minaccia l’Europa, ma non del riarmo europeo. Così le emozioni diventano merce, possono essere vendute alla politica per assicurare il potere.

Come nel regime guerriero si fabbricano i nemici, entrando in una nuova storia fatta di oscurità e instabilità, l’Europa entra in una logica bellica.

La politica “necro” ha fatto dell’uccidere una cosa necessaria, come é necessario riconoscere una nuova forma di fascismo, “un tecno-fascismo-o proto-fascismo” che attraversa lo spazio pubblico in un lunguaggio binario, bene e male, amico e nemico etc.; non si tratta di discutere ma di schierarsi.

La guerra diventa una forma per governare le emozioni, i pensieri e le parole. Tornano i fantasmi del 900 come strumento politico.

Intanto nel paesaggio dei passanti frettolosi si distoglie lo sguardo e si promuovono gli indifferenti (Gramsci). 

La persecuzione si accanisce contro i cittadini critici verso il governo, oggi ritorna in auge un maccartismo diffuso, sia in rete che nell’informazione.

Mentre dopo il linciaggio, dopo la gogna resta solo il vuoto, dove la democrazioa muore.

I cittadini entrano nel ruolo di Estragone in attesa di un Godot che non arriverà mai (Beckett) mentre avanzano i guerrieri dell’odio.