Nel regno di Angerona (dea del silenzio) l’accecamento sociale nello sfruttamento liberista di massa, con i media come distrazione per coprire le macerie sociali, moltitudini abitano le tristi terre come colpevoli della loro povertà. Si sono arresi senza lottare, senza dissipare la coltre nerastra che avvolge tutto.
Come nella crisi europea scatta la rimozione della realtà, scaduti tutti i paradigmi ogni attore è fuori tempo.
Si offrono solo simulacri di una vita vera, che non esiste affondando nel cinismo sottesto alla classica formula “panem et circenses”.
Si perde il legame con il tempo cercando l’eternità, mentre siamo consegnati a un presente grigio e monotono, asfissiante e vuoto. Il futuro appare come un’immane catastrofe, dove si intravede un esito rovinoso.
La politica della guerra cresce su un’oscena scusa per il timore dell’altro. Si può parlare di orchestrazione dei politici di destra e alleati, come i canali TV che favoriscono il consenso.
Nel modello delle destre mondiali è la paura contro immigrati e diversi il meccanismo per leggi autoritarie con l’ossessione della sicurezza. La politica dello stato di sicurezza mostra il volto del poliziesco.
Ci avviamo dunque nell’era della “epistemocrazia”, una variante molto pericolosa dello scientismo, in cui domina il governo degli esperti. Teorie predicate da multimiliardari delle piattaforme americane propongono il governo mondiale con loro al timone.
Finiremo come il timoniere di Agamennone, che lo portò dove fu ucciso.
Così, mentre le classi sembrano essersi estinte, le vittime sopravvissute alle teorie rivoluzionarie dell’Ottocento prosperano sul loro cadavere. Cittadini anestetizzati democraticamente, spettatori inermi della propria rovina umana.
A. Montanaro
(ispirato da F. Nietzsche, H. Arendt, D. De Cesera)
