La finzione si propaga contaminando il reale come nel mito moderno degli zombie si passa dall’altra parte dello specchio. Si propaga il reale senza alcuna riflessione in un circuito “feedback” che segnala la fine della finzione intesa come specchio; finendo in una modalità mimetica.
Come trasparenza del male, ogni fatto di cronaca diventa propaganda politica, occultando fatti reali. La politica nei suoi rappresentanti slitta al suo interno metamorfizzandosi nel flusso di instabilità permanente.
Come nell’era dei “docudramma” la ripresa televisiva mentre riprende i fatti finisce per alterarli, producendo una iperrealtà che simula il reale falsificandolo, così il sociale sembra esistere solo nella sua simulazione e nel racconto di chi vuole rappresentarlo.
In questa rappresentazione falsificante non esistono più lavoratori, ma immigrati, e non più servitù ma sostituzione etnica. Costruendo una macchina vampiresca che si nutre dell’umanità per il proprio interesse.
Tutto avviene programmando un neocolonialismo guerreggiato verso nazioni e popolazioni vittime delle potenze finanziarie, messo in atto da paesi armati con armi distruttive. Guerre trasmesse in streaming dal tecno capitalismo che divora la vita.
Una pulsione di morte invade l’intero pianeta terra. Come nel racconto di Schlemihl, l’umanità vendendo se stessa (la propria ombra) opera la sua rovina.
