Caos-mosi

Caos-mosi

Nell’epoca dell’industrializzazione delle memorie, la base è formata dalle teletecnologie. Tanti problemi si affrontano in riferimento a una tecnologia che “disloca” i luoghi e tutto il resto. Le immagini e i virus passano le frontiere, non le persone. Anche la politica è dislocata. Nel declino delle sovranità degli stati, avanzano i vecchi mostri della religione e dei nazionalismi alla ricerca di arcaiche basi identitarie. Nella velocità dello sviluppo tecnologico avviene lo scambio simbolico tra democrazia e mercato.

E’ in questo stile eternitario che lo Stato di diritto, l’articolazione che idealmente dovrebbe garantire l’assetto democratico ed un equo accesso alla cittadinanza, viene smembrata o ridotta in efficacia dalla pressione di interessi di altri stati o di interessi trans-nazionali come quelli legati alla “mondializzazione” e da una narrazione di eventi basata sul simulacro e sulla manipolazione.

Nel contesto descritto si producono mondi popolati da razzismi, integralismi e fanatismi fondati sul suolo e sul sangue, xenofobia, guerra e pulizie etniche.

La favola del neo-liberismo glorificato come spazio perfetto di auto-regolazione inizia negli anni Novanta. Nella distanza si toglie la maschera mostrando il vero volto, il gioco del rapporto dei poteri, con la violenza delle mafie, dei furti di risorse a discapito dei paesi più poveri e delle guerre. Il liberismo, con il culto del profitto e del successo presentato in forma persuasiva nel discorso pubblicitario, ha prodotto un’infelicità da competizione e da colpevolizzazione per le presunte sconfitte. Il panico pandemico di oggi non solo ma massificato le vaccinazioni, ma ha anche massificato la “prozac economy”, facendo schizzare i profitti delle case farmaceutiche.

Così il capitalismo senza l’eredità dell’umanesimo e dell’illuminismo è un regime di violenza pura, illimitata e disumana. Il pericolo che si avvicina assomiglia molto all’uovo del serpente che cova la tirannia.

A. Monanaro

Image: ‘Liberty Money Tyranny’
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Image: ‘Tyranny Ahead’
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Visioni virali

Visioni virali

Ora sì che siamo davvero in un film di F. Dick, “dove il tempo diventa fluido, si espande e contrae”, dove ogni cosa è stata spazzata via. Nel palcoscenico della vita ogni dramma si rappresenta con maschere umane, si muore di Shitstorm e di malinconia, si vive il tempo delle paure virali. Sommersi da quotidiani cambi di colore, che ci svuotano di certezze schiavizzandoci nel dogma dell’incertezza.

Così la follia prodotta su vasta scala è il tema principale che si produce nella fenomenologia dell’inganno, dove si ignora e si cammuffa la realtà Il gioco della finzione come sport nazionale, accompagnato da cinismo.

Si cantano inni al potere salvifico dello storytelling, mentre si ignorano le cause di quello che è accaduto a Wuhan, un territorio dove non vivono pipistrelli ma ci sono numerosi laboratori che trattano virus (qualche dubbio resta serio).

Nelle solitudini sociali è in atto una guerra al virus, con una scelta di priorità di vaccinazioni cammuffate, sotto ricatto delle multinazionali, big-pharma in testa.

In un secolo si sono succedute almeno dieci pandemie ed ancora no n ci siamo resi conto che abbiamo le nostre responsabilità, in questo mondo globalizzato e nonostante i progressi scientifici degli ultimi anni le pandemie ritornano e ci colgono sempre impreparati.

Ancora una volta paghiamo in morti, mentre i sistemi economici crollano nuovi sistemi si apprestano a sostituirli, come i governi e la politica del dopo pandemia domineranno la politica nel prossimo infausto futuro.

mage: ‘Group of miniature people sunbathing in deckchairs‘ 
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Il gioco dell’oca

Il gioco dell’oca

Chiusi nelle galere del tempo, l’epoca del coronacene si colora in progress, mentre cuori neri pulsano in città infette nel corpo d’agramonte. L’economia del desiderio del regime neoliberista cattura il cittadino trasformandolo in un produttore efficiente. Come un palliativo nutrito di resilienza per catalizzare le prestazioni.

Così la pandemia trasforma la società in isteria della sopravvivenza.

Nell’era dell’esibizione pornografica della politica, si generano disturbi narcististici e ci accontentiamo di un sistema di svuotamento democratico e sociale della convivenza.

Si prospetta che le generazioni del futuro saranno popolate da ologrammi.

Oppure saranno gli eredi degli Efori che, come il virus oggi, sceglieranno ci mettere a morte. Anche se oggi si distruggono vite umane e non simulacri come nelle notti degli Ermocopidi.

Segue la concertistica della stampa che riposa su una colossale ipocrisia; devono propugnare l’ottimismo verso il nuovo governo Drake per vendere pasture con fatti truci, l’odio, la ferocia e tutto il “male” umano rimasto fermo alla preistoria. Sono sempre i lupi che lacerano la gola agli agnelli, senza comprendere che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, la nostra vita è circondata da un lungo sonno, navighiamo come naufragi sulla zattera, perduti nell’oceano delle tragedie.

Molte anime del mondo non trovano paradisi, tutto chiuso nel freddo universo, solo i corpi in decomposizione affiorano di tanto in tanto per ricordarci quelli che il virus ha decimato.

A. Montanaro

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La dragonite

La dragonite

Tutti felici e contenti al varo della cannoniera da parte del capitano Drake, che dopo il ricevimento dell’incarico si è proiettato alla ricerca della ciurma da imbarcare. Mentre sui canali televisioni se ne salmodiava la super santità, tutti pronti a sbavare per far digerire ai cittadini la scelta.

Il capitano sceglieva la ciurma nei bassifondi dalla politica partitica, composta da pregiudicati (Berlusconi), fascio razzisti (Salvini), sfascia carrozze (Renzi), il minestrone 5 stelle e tutta una serie di mozzi e cuochi economici vari, allegramente arruolati alla caccia del galeone europeo carico di tesori.

I cittadini, pressati dal virus che miete vittime in continuazione, avviliti da una crisi economica disastrosa dai costi sociali e culturali irrecuperabili, assistevano al teatrino della filibusta politica per gestire il tesoro in arrivo.

Siamo il paese con una democrazia malridotta da beghe per gestire potere e clientelismo clanico, da parte di uomini cinici e senza morale civica. Da molto tempo i cittadini e le cittadine sono espropriate del voto e non possono esprimere un governo, mentre si passa da un governo tecnico all’altro. Questo inevitabilmente penalizza la democrazia.

Anni di bombardamenti da talk show, di grandi fratelli, di dibattiti fasulli per vendere pubblicità, hanno atrofizzato lo spirito critico di generazioni di giovani, generazioni senza futuro destinate ad un nomadismo di sopravvivenza senza speranze. Forse. O forse no.

Nessuno è in grado di prevedere quali saranno i prossimi rischi dell’umanità e come finiremo, mentre questi sciancati pirati vanno a caccia delle prede. Di certo non ci sarà un miracolo per salvarci.

A. Montanaro.

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I commedianti

I commedianti

Dopo l’assalto alla diligenza di Capitol Hill sotto il comando dello sceriffo Trump, i fuorilegge sono stati sconfitti dal nuovo sceriffo Biden. Come in ogni film Hollywoodiano, il buono vince contro i cattivi. Delusi i trumpiani de noialtri che già si preparavano all’assalto in Europa.

Mentre nel nostro parlamento un piccolo magliaro della politica, dopo aver illuso milioni di elettori, ancora agisce da provocatore e dissolutore di coalizioni politiche che regolarmente distrugge.

Sono anni che non si riesce ad avere un governo frequentato da serie personalità. Nel nostro parlamento si aggirano personaggi a dir poco miserabili, piccoli traffichini alla ricerca di benefici personali. Una percentuale altissima attenzionati dalle procure per una varietà di reati che nulla hanno a vedere con la politica.

Mai come in questo momento emergono le tragedie che affliggono l’Italia, mentre il virus che non riusciamo a vincere continua a fare migliaia di morti e danni economici. Campioni della commedia italiana, continuiamo la recita dell’irresponsabilità, una rappresentazione con milioni di comparse, “gli italiani”, cittadini che ogni giorno devono orientarsi per capire a quale colore aderire. Con leader di partito che non sanno dare soluzioni serie per gestire la crisi e trovare una via d’uscita. Tutto viene affidato ai virologhi che possono solo rispondere tecnicamente, non politicamente.

Vediamo dichiarazioni allucinanti, come quella della Moratti che avrebbe voluto far dipendere la somministrazione dei vaccini dal PIL delle regioni. Non è nuova la signora, grande sostenitrice del lager di Muccioli, che dopo aver distrutto le scuole cerca soluzioni ultra liberiste anche per la pandemia.

Quella che è stata definita una “sindemia” del tipo indicato da Merril Singer, sta cambiando i connotati della nostra socialità, con danni enormi e non solo economici. Saranno le prossime generazioni a farsi carico di tutto questo?

A. Montanaro

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