A denti stretti CIAO ATIR

A denti stretti CIAO ATIR

Abbiamo coinvolto nel nostro “saluto a denti stretti” alcune delle centinaia di persone intervenute il 30 settembre per la notte bianca del TEATRO RINGHIERA ATIR, che chiuderà per ristrutturazione e dovrà poi riottenere lo spazio attraverso un bando del Comune. Atir ha cambiato il nostro quartiere in meglio. Lo rivogliamo indietro prestissimo più bello e più in forma di prima!

Qui l’album delle foto scattate durante la #nottebianca, (scorri con le freccine o guardalo su flikr)
Ciao Atir!

Radio Odio Maria

Radio Odio Maria

Nella Roma papale circola la voce che quando si tira la catena del bagno si sente radio Maria. Mai battuta più popolare ha colto nel segno!

Dopo i “giornalisti da impiccare” Nuzzi e Fittipaldi, arriva l’ennesimo anatema, pronunciato da padre Cavalcoli secondo cui il terremoto è stato un castigo di Dio per le offese fatte al matrimonio e alla famiglia con la legge sulle unioni civili. Per lo stesso motivo il suddetto padre inquisitore prospetta l’imminente funerale di Monica Cirinnà.

Radio Maria non si smentisce e continua con i soldi pubblici a seminare odio contro qualsiasi legge civile che riguarda migliaia di cittadini senza diritti. Una radio gestita dai peggiori omofobi in circolazione nella chiesa, che usa parole offensive e scandalose.

Questa emittente che lancia in continuazione anatemi contro le istituzioni gode di un trattamento privilegiato nella distribuzione delle sovvenzioni pubbliche. E si avvale di una struttura tecnologica che invade l’etere oscurando altre radio con minore potenza.

Mentre Bergoglio predica il giubileo, la pace nel mondo, la fine degli odii, una più giusta distribuzione della ricchezza, ecc… radio Maria semina zizzania.

Con le ultime esternazioni sul terremoto si coglie una contraddizione grande come una montagna, visto che nella distruzione sono state coinvolte numerose chiese e conventi.

Evviva il dio distruttore!

Ci viene da chiedere quando arriverà il terremoto alla sede di radio Maria.

 

A. Montanaro

Immagine: ‘Music Wepon’ http://www.flickr.com/photos/47130629@N04/27737872031

G.B. Goodbye

G.B. Goodbye

La Brexit è il perfetto suicidio dell’Europa.

Dopo anni di ammonimenti e di critiche verso i boiardi tecnici, dopo l’ostilità verso il potere delle varie Troike che hanno con le loro ricette (questo sì!) sistematicamente massacrato il sistema sociale di interi paesi. Dopo tutti gli allarmi possibili lanciati in tanti anni da economisti e premi Nobel, l’Europa sorda e prigioniera dei suoi ordo-liberisti ha continuato sulla strada del suicidio.

Ora, al fatto compiuto, balbettano alibi per nascondere le loro strategie sbagliate.

Cos’altro deve accadere prima che altri mestatori, alleati ai vari Farange, ai Salvini-Le Pen, si avviino verso una propria richiesta referendaria?

All’orizzonte europeo si addensano atmosfere tempestose. Agli errori si può sempre rimediare, ma alle scelte suicide no!

Il più grave errore fatto nel passato è stata la scelta dell’inclusione rapida dei paesi dell’est, come Ungheria e Polonia, paesi che non avevano e non hanno ancora una cultura democratica. Basta guardare la composizione dei loro governi, alleati con l’estrema destra razzista.

Si sta commettendo oggi lo stesso errore con la Turchia e l’Ucraina, le strategie sono le stesse. Cioè l’inclusione di paesi con scopi essenzialmente di mercato finanziario e spazi geografici, e per strategie militari di contenimento verso potenze euro-orientali e asiatiche. Tutto senza verifica delle loro strutture culturali e democratiche. Si avanza solo per verifiche di stampo economico, per il resto si fa finta di niente.

Il sogno di un’Europa federale, tanto desiderata dai leader dei paesi fondatori, si è infranto contro gli sbarramenti di filo spinato a protezione di piccoli interessi egoistici e razzisti. Senza contare le responsabilità nelle varie guerre medio-orientali scatenate per interessi di multinazionali del petrolio e delle armi. Con un affollamento di lobbisti insediati nel cuore del Parlamento.

Bisogna cambiare rotta rapidamente, la vecchia Unione è già morta, bisogna costruire una nuova Europa più democratica, dove i cittadini contano.

Se si crede di assorbire l’exit della Gran Bretagna facendo finta di niente, si prepara il campo per altri exit. Allora sì che si sarà compiuto il delitto perfetto che porterà l’Europa ad una catastrofe.

 

A. Montanaro

 

Immagine: ‘Brexit tea

Brexit tea

La bodega boemia

La bodega boemia

Professionisti delle scienze occulte dei vuoti, esperti avvoltoi scopritori di cadaveri, hanno il terrore dei corpi vivi, pronti a trascinarli nei pozzi neri dell’oblio.

Come non possiamo affermare con certezza di essere una farfalla e non al contrario una farfalla che sogna di vivere in un paese come l’Italia.

Nella nostalgia della vecchia Bodega Boemia, dove si esibivano artisti al tramonto della carriera, si trovava sempre un pubblico pronto a un applauso pietistico, così sono quei sogni funesti che divorano le coscienze formatesi negli anni Settanta, frichettoni convinti, radical-chic, tutti pacificamente integrati nei gangli del potere.

Così si popola quella cloaca nazionale tanto cara agli estensori dei bollettini dell’esegesi. Tutti in adorazione al paracleto per assaporare lo spray da quattro soldi in una pubblicità per antiche casalinghe.

Mentre si filosofeggia sull’uomo che è una bestia, si costruisce una società di allevamenti di bestiame: per questo una umanità che è vissuta fin’ora “sub specie mortis” deve ora vivere “sub specie delicti”, così un individuo non può essere definito tale sino a quando non è stato tentato dal delitto (ved. femminicidio).

Dopodiché prendete una serie di film dell’orrore, sono immagini di un’epoca sconvolta e miserabile.

In tempi lontani dalle imagini si trassero miti, in altre ancora religioni, così i film sono tutto ciò che resta dopo che tutto se n’è andato.

E’ lo spiritismo del nostro tempo, come dire: bisogna creare dei fantasmi per credervi.

Nello struggente teatro della Bodega Boemia Italiana circolano assassinii a ripetersi.

Nella loro gioiosa e tragica esistenza si pratica l’oblio del destino.

Mentre con la scusa di legiferare i professionisti della politica gestiscono case a luci rosse.

A. Montanaro

21/06/2016

Sballottaggio!!!

Sballottaggio!!!

L’assalto al treno ha lasciato sul terreno molti feriti e morti, tutti i clan hanno fatto dichiarazioni trionfalistiche circa il bottino guadagnato dall’assalto.

I feriti al primo assalto verranno premiati al secondo, sotto forma di presidenze di commissioni, di enti, insomma il sotto-governo.

Il bulletto nazionale ha fatto dichiarazioni devianti dalla realtà.

Malgrado il pessimismo nazionale, il partito dell’astensione ha prevalso. Ancora una volta i fatti dimostrano quanta lontananza c’è tra la politica e i cittadini.

Hanno calcato la scena vecchi politicanti corrotti, riciclati nelle liste delle milizie cittadine. Tutto il variegato mondo delle clientele si è scatenato in uno storytelling inedito, destra e sinistra allo stesso modo.

Tutti a promettere paradisi artificiali per il futuro prossimo. Sul terreno della pubblicista si sono viste situazioni inenarrabili, con dibattiti televisivi a senso unico e sacralizzati nel pensiero unico renziano. Nessun programma che riguardi i cittadini e le loro esigenze, tutto sparito nel bailamme del non-linguaggio.

Siamo in una deriva esistenziale pericolosa, con l’Europa in declino di democrazia e forze reazionarie che emergono da un oscuro passato.

Nell’attesa del Brexit prossimo futuro non c’è da rallegrarsi. Prepariamoci al naufragio.

Dalle riserve indiane non arrivano segnali di fumo che possano rassicurare, non si sentono tamburi di guerra provenienti da quelle parti.

Dal vicino medio oriente i nuovi Rais non promettono niente di buono, nessuna pace in vista per i prossimi anni a venire.

Affogheremo nel nostro vomito egoista, per non riscattarci dalla nostra miseria umana.

Come sempre, come popolo siamo attratti da un piatto di pane e lenticchie. Nessuna speranza per le generazioni future, visti i risultati di queste elezioni.

Siamo in attesa del referendum di ottobre, dove sono in gioco quel poco di diritti che ci sono rimasti.

 

A. Montanaro

 

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