Sognando Riace

Sognando Riace

Riace e l’utopia. Metti una cittadina celebre per i Bronzi, quasi disabitata, metti un sindaco che mette in moto un progetto di accoglienza formidabile, coraggiosamente portato avanti non solo per ripopolare il paese ma per attuare una politica di concreta integrazione dell’umanità che migra spinta sia da motivi di guerra che di povertà.

Il progetto aveva suscitato l’interesse di molti governi europei per la positività dei suoi risultati.

Metti un ministro “della malavita”, acerrimo nemico di tutta l’umanità migrante, che si esibisce quotidianamente con iniziativa xenofobe e razziste in tutti i campi. Portando con sé i tanti che si sentono giustizieri nel dare la caccia all’africano di passaggio dimostrando così solo la propria incultura e la violenza dormiente nella propria coscienza.

Metti gli alleati di Salvini che restano muti davanti alle tante esibizioni del soggetto, metti che nel passato predicavano cercando di apparire bravi ragazzi in cerca del riscatto italiano; metti la loro incapacità, la loro ignoranza delle problematiche governative, metti i continui insulti verso altre istituzioni statali che cercano di farli ragionare.

Metti una magistratura che arresta il sindaco di Riace per presunti reati amministrativi, “tutti da verificare”, metti che questo avviene in un territorio dove la mafia è talmente esposta al sole che bisogna essere accecati per non vederla.

Metti tutto questo in una nazione alla mercé di attori protagonisti di un’opera surreale, ed il gioco è fatto.

Cittadine e cittadine assistono impotenti allo spettacolo che viene continuamente replicato.

Ma sono veramente impotenti? Oppure complici passivi? … siamo in attesa di risposte.

Vista l’indole italiana che “la nottata passerà”… anche le risposte tarderanno ad arrivare.

Aspettando che le generazioni future maturino una ribellione infinita per cambiare completamente questo dannato paese, metti che noi vecchi utopisti siamo disponibili come sempre alla collaborazione per realizzare la società libera ed eguale di tutta l’umanità.

A. Montanaro

Image: ‘UtopiaFest (Saturday, 2014-09-13)
UtopiaFest (Saturday, 2014-09-13)
Found on flickrcc.net

8 marzo Momi-z in piazza con Non una di meno

8 marzo Momi-z in piazza con Non una di meno

C’è la neve, il gelo, un clima elettorale più nero del nero, e forse arriveranno pure gli Hooligans!

Ma anche quest’anno l’8 marzo sarà di gioiosa lotta e noi di momi-z saremo in piazza, pesciolini guizzanti nella marea di Non una di meno.

Ci saremo perché partiamo dalla nostra ricerca quotidiana di relazioni libere dalla violenza: quella degli uomini sulle donne, quella dei ricchi sui poveri, quella di chi si crede meglio solo perché è nata/o bianca/o, quella di chi non tollera altre parole oltre la propria.

La nostra ricerca di relazioni libere non è astratta, ma vive nei nostri corpi: nella fatica del lavoro, nella gioia del sesso, nella condivisione dell’amicizia, nella pazienza dell’ascolto, nel terreno accidentato dei propri desideri, nell’attrazione/repulsione per ciò che differisce, nel bisogno universale di essere riconosciuti e riconosciute, accolti e accolte, accuditi e accudite.

Viviamo e lottiamo ogni giorno per smontare i dispositivi di violenza, dominio e sottomissione. Lo facciamo a partire da noi, dalle nostre fragilità, dalla nostra creatività, dal piacere che scaturisce dal fare in comune. Sappiamo che solo insieme, e solo limando le asperità narcisistiche al nocciolo del proprio ego, si può “cambiare il sistema”… non è facile, questa è la sfida.

C’era una volta il patriarcato, e ce n’è ancora. C’era una volta il capitalismo, e ce n’è ancora. C’era una volta la schiavitù, e ce n’è ancora. C’era una volta il fascismo, e ce n’è ancora.

Ma qui ed ora siamo all’opera per demolire la prigione, le gabbie fuori e dentro di noi. Nelle cucine e nelle camere da letto, nei mille luoghi del lavoro e della formazione, nell’iper-realtà del mondo virtuale, nelle profondità delle viscere di ciascuna e ciascuno.

Ci vediamo in piazza! #wetoogether

Eleonora Cirant, per momi-z al #LottoMarzo

 

A denti stretti CIAO ATIR

A denti stretti CIAO ATIR

Abbiamo coinvolto nel nostro “saluto a denti stretti” alcune delle centinaia di persone intervenute il 30 settembre per la notte bianca del TEATRO RINGHIERA ATIR, che chiuderà per ristrutturazione e dovrà poi riottenere lo spazio attraverso un bando del Comune. Atir ha cambiato il nostro quartiere in meglio. Lo rivogliamo indietro prestissimo più bello e più in forma di prima!

Qui l’album delle foto scattate durante la #nottebianca, (scorri con le freccine o guardalo su flikr)
Ciao Atir!

Radio Odio Maria

Radio Odio Maria

Nella Roma papale circola la voce che quando si tira la catena del bagno si sente radio Maria. Mai battuta più popolare ha colto nel segno!

Dopo i “giornalisti da impiccare” Nuzzi e Fittipaldi, arriva l’ennesimo anatema, pronunciato da padre Cavalcoli secondo cui il terremoto è stato un castigo di Dio per le offese fatte al matrimonio e alla famiglia con la legge sulle unioni civili. Per lo stesso motivo il suddetto padre inquisitore prospetta l’imminente funerale di Monica Cirinnà.

Radio Maria non si smentisce e continua con i soldi pubblici a seminare odio contro qualsiasi legge civile che riguarda migliaia di cittadini senza diritti. Una radio gestita dai peggiori omofobi in circolazione nella chiesa, che usa parole offensive e scandalose.

Questa emittente che lancia in continuazione anatemi contro le istituzioni gode di un trattamento privilegiato nella distribuzione delle sovvenzioni pubbliche. E si avvale di una struttura tecnologica che invade l’etere oscurando altre radio con minore potenza.

Mentre Bergoglio predica il giubileo, la pace nel mondo, la fine degli odii, una più giusta distribuzione della ricchezza, ecc… radio Maria semina zizzania.

Con le ultime esternazioni sul terremoto si coglie una contraddizione grande come una montagna, visto che nella distruzione sono state coinvolte numerose chiese e conventi.

Evviva il dio distruttore!

Ci viene da chiedere quando arriverà il terremoto alla sede di radio Maria.

 

A. Montanaro

Immagine: ‘Music Wepon’ http://www.flickr.com/photos/47130629@N04/27737872031

G.B. Goodbye

G.B. Goodbye

La Brexit è il perfetto suicidio dell’Europa.

Dopo anni di ammonimenti e di critiche verso i boiardi tecnici, dopo l’ostilità verso il potere delle varie Troike che hanno con le loro ricette (questo sì!) sistematicamente massacrato il sistema sociale di interi paesi. Dopo tutti gli allarmi possibili lanciati in tanti anni da economisti e premi Nobel, l’Europa sorda e prigioniera dei suoi ordo-liberisti ha continuato sulla strada del suicidio.

Ora, al fatto compiuto, balbettano alibi per nascondere le loro strategie sbagliate.

Cos’altro deve accadere prima che altri mestatori, alleati ai vari Farange, ai Salvini-Le Pen, si avviino verso una propria richiesta referendaria?

All’orizzonte europeo si addensano atmosfere tempestose. Agli errori si può sempre rimediare, ma alle scelte suicide no!

Il più grave errore fatto nel passato è stata la scelta dell’inclusione rapida dei paesi dell’est, come Ungheria e Polonia, paesi che non avevano e non hanno ancora una cultura democratica. Basta guardare la composizione dei loro governi, alleati con l’estrema destra razzista.

Si sta commettendo oggi lo stesso errore con la Turchia e l’Ucraina, le strategie sono le stesse. Cioè l’inclusione di paesi con scopi essenzialmente di mercato finanziario e spazi geografici, e per strategie militari di contenimento verso potenze euro-orientali e asiatiche. Tutto senza verifica delle loro strutture culturali e democratiche. Si avanza solo per verifiche di stampo economico, per il resto si fa finta di niente.

Il sogno di un’Europa federale, tanto desiderata dai leader dei paesi fondatori, si è infranto contro gli sbarramenti di filo spinato a protezione di piccoli interessi egoistici e razzisti. Senza contare le responsabilità nelle varie guerre medio-orientali scatenate per interessi di multinazionali del petrolio e delle armi. Con un affollamento di lobbisti insediati nel cuore del Parlamento.

Bisogna cambiare rotta rapidamente, la vecchia Unione è già morta, bisogna costruire una nuova Europa più democratica, dove i cittadini contano.

Se si crede di assorbire l’exit della Gran Bretagna facendo finta di niente, si prepara il campo per altri exit. Allora sì che si sarà compiuto il delitto perfetto che porterà l’Europa ad una catastrofe.

 

A. Montanaro

 

Immagine: ‘Brexit tea

Brexit tea

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