28 settembre Non Una Di Meno in tutte le piazze

28 settembre Non Una Di Meno in tutte le piazze

Milano, Genova, Bergamo, Brescia, Verona, Mantova, Piacenza, Bologna, Pisa, Grosseto, Roma, Salerno, Brindisi... la lista è in continuo aggiornamento. E’ la lista delle piazze di Non Una Di Meno per il 28 settembre 2017, giorno della mobilitazione internazionale delle donne per l’aborto libero, sicuro e gratuito.

No all’obiezione di coscienza sull’aborto, no alla strumentalizzazione mediatica dello stupro. Questi i due temi delle manifestazioni, in cui la rivendicazione del diritto alla salute sessuale e riproduttiva è inserita nel contesto più ampio della libertà da ogni forma di violenza di genere e di violenza maschile sulle donne.

In piazza per l’aborto, ancora, per riaffermare un diritto acquisito ma messo gravemente a rischio dall’alto tasso di obiezione di coscienza. 70,7 la percentuale di obiettori stimata sul territorio nazionale, 6 gli ospedali lombardi in cui la totalità dei ginecologi è obiettore, 10 quelli con una percentuale di obiezione tra l’80 e il 90%, solo 5 le strutture con una percentuale inferiore al 50%.

Sotto accusa è anche la narrazione mediatica per cui il carabiniere che stupra è una “mela marcia”, mentre lo straniero che stupra è “il classico esempio della sua categoria”. Mentre si alimenta lo scontro tra civiltà, si ignora che la violenza sulle donne è un problema strutturale e trasversale. La violenza maschile sulle donne si esercita in ogni dimensione del vivere comune, a partire proprio dalle famiglie. Il 62,7% degli stupri, infatti, è commesso da un partner attuale o da un ex, solo il 4,6% commesso da estranei (Fonte Istat).

Il problema è anche di come gli uomini percepiscono lo stupro. Un problema che si coglie bene da questa bella testimonianza pubblicata sulla pagina Facebook di Non Una Di Meno Milano (tradotta dall’originale in inglese)

Dai reduci repubblichini ai gruppi nazifascisti

Dai reduci repubblichini ai gruppi nazifascisti

25 aprile 2017, Milano. Intervista a Saverio Ferrari, Osservatorio democratico contro le nuove destre.

Da qualche anno il Cimitero Maggiore di Milano è divenuto teatro di manifestazioni nazifasciste, che avvengono in occasione della giornata del 25 aprile, consacrata alle celebrazioni della Liberazione dal regime fascista e dall’occupazione nazista. Le manifestazioni si svolgono al Campo 10, dove, a partire dalla metà degli anni Sessanta, sono stai riuniti i resti di alcune centinaia di caduti della Repubblica sociale.

Qui sono state tumulate alcune delle figure che hanno fatto la storia del ventennio fascista e della Rsi (Repubblica sociale italiana). Personaggi come Armando Tela, uno dei luogotenenti della “banda Koch”, partecipe diretto di torture e sevizie nella sede di “Villa Triste” di via Paolo Uccello (Villa Fossati), dove si fece uso di corde per appendere i prigionieri, di tenaglie per strappare unghie, daghe di ferro da arroventare e mettere sotto i piedi dei partigiani. Tra Roma e Milano la “banda Koch” arrestò 633 antifascisti, quaranta dei quali furono assassinati.

Qui sono sotterrati, accanto ad ex gerarchi, tre appartenenti alla Legione Muti e facenti parte del plotone di esecuzione che fucilò all’alba del 10 agosto 1944 i quindici Martiri di piazzale Loreto

Negli scorsi anni i neofascisti hanno sfilato in corteo per i vialetti del camposanto, con alcune centinaia di militanti, principalmente di Lealtà azione e Casa Pound, rigidamente strutturati, quasi in divisa, con giubbotti neri con impressi teschi o lo stemma della propria organizzazione. (Comitato lombardo antifascista)

Saverio Ferrari spiega come queste manifestazioni segnino il passaggio di testimone dai reduci repubblichini a gruppi nazifascisti in cerca di identità.

Il Dossier a cura dell’Osservatorio democratico contro le nuove destre, pubblicato ad aprile e disponibile online, documenta questa vicenda.

Dopo 4 anni, prefettura e questura hanno vietato la parata del 25 aprile al Campo 10.

La decisione è stata presa dopo forti pressioni, esercitate da un ampio fronte antifascista, nei confronti anche del sindaco e dell’amministrazione comunale, composto da Anpi, Aned (l’associazione dei deportati), Arci, Camera del lavoro, oltre che da alcuni centri sociali (Lambretta, Zam e Cantiere). (Comitato lombardo antifascista)

Il 27 aprile, una scritta intimidatoria è comparsa sul muro di fronte al locale dove Saverio Ferrari aveva appena tenuto una conferenza.

Il 29 aprile, al Campo 10, la manifestazione non autorizzata per l’uccisione del giovane del Movimento Sociale Italiano Sergio Ramelli, ucciso negli anni settanta da estremisti di sinistra, raccoglie centinaia di persone. Luciana Lamorgese, prefetta di Milano, dichiara che chi ha fatto il saluto romano sarà denunciato. Il servizio di Roberto Maggioni su Radio popolare con l’intervista a Roberto Cenati, presidente dell’Anpi Milano.

 

 

 

No alla chiusura del punto nascita, ad Angera uniti si vince

No alla chiusura del punto nascita, ad Angera uniti si vince

Un gruppo di cittadine e cittadini presidiano per due mesi i reparti di pediatria e punto nascita dell’Ospedale di Angera (Varese) e ne ottengono la riapertura. Il punto nascita era stato chiuso in base alla norma nazionale che prevede la sospensione delle attività sotto i 500 parti all’anno. Ma ad Angera il servizio dell’Ospedale, che copre un territorio di 12 Comuni per circa 73.000 persone, era ottimo. Per questo le cittadine e i cittadini lo hanno difeso.

#GabrieleDelGrandeLiberoSubito dal presidio di Milano

Immagini dal presidio di Milano del 20 aprile 2017

“Gabriele Del Grande libero subito!”

“Il giornalista e scrittore italiano
Gabriele Del Grande (34 anni),
fondatore dell’Osservatorio Fortress Europe
http://fortresseurope.blogspot.it/
è detenuto illegalmente dal 10 aprile
in un carcere militare della Turchia,
dove era impegnato a svolgere
il suo lavoro di reporter,
e senza che gli sia stata sollevata
alcuna imputazione.”

“Di fatto si tratta di un sequestro di persona,
un sequestro di Stato,
compiuto dal regime di Tayyp Erdogan.”

“Chiediamo che il Governo italiano
nella persona del Presidente del Consiglio
e del Ministro degli Esteri
si attivi immediatamente,
ben oltre le procedure di rito
previste in questi casi,
per conoscere le condizioni di salute
di Del Grande e pretenderne
l’immediato e incondizionato rilascio.”
(https://www.articolo21.org/2017/04/gabriele-del-grande-libero-subito/)

#GabrieleDelGrandeLiberoSubito

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